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Rosybyndy: “Un DOGMA nelle prime posizioni della INDIE MUSIC LIKE”

Rosybyndy - DogmaCon il suo nuovo singolo “DOGMA” , impreziosito dalla partecipazione di due semi-alieni come FAUSTO ROSSI (Faust’o) e FLAVIO GIURATO ROSYBYNDY – al secolo Luigi Piergiovanni – e’ da alcune settimane nelle prime posizioni delle charts della INDIE MUSIC LIKE,  la classifica delle web radio e delle radio locali curata dal MEI.

Produttore, musicista, sound designer, autore di testi e musiche, instancabile collaboratore e ispiratore di una piccola parte della scena musicale pop e underground degli anni 80’ e ’90 (Gronge, Mirella Felli, Dorian Gray, etc), con il suo nuovo singolo “DOGMA” , impreziosito dalla partecipazione di due semi-alieni come FAUSTO ROSSI (Faust’o) e FLAVIO GIURATO, e’ da alcune settimane nelle prime posizioni delle charts della INDIE MUSIC LIKE, la classifica delle web radio e delle radio locali curata dal MEI,  oltre 150  media e  new media che da tutta Italia inviano i brani di musica italiana indipendente preferiti. In primavera con I’album kapytalysty vyrtualy, Rosybyndy (al secolo Luigi Piergiovanni), dall’antro vagamente hollywoodiano dell’infernetto (loc. vicino a Roma sulla strada che porta al mare che vedeva, ieri, orde di legionari, oggi,  di turisti e businessman da e verso Fiumicino), nella sua villa, cintata da bassi muri, palme comprese,  in barba ad ogni new age o spiritualismo da scaffali di supermercato, esoterismi di casta, lontano anche da semplificazioni e materialismi  banalizzanti il tutto… insomma “ancora vivo”, senza automatismi (tranne quello della sua carrozzella, dove, in piena dinamys,, è obbligatoriamente  e “staticamente” seduto)  rendera’ ancora piu’ unico il suo percorso artistico. Memoria storica di un’avventura musicale unica ed eccezionale, di un’esperienza artistica ed umana emozionanti; attraverso di lui la musica vive e si rigenera, senza barriere tra passato e presente. Piccole grandi canzoni, semplici e suggestive viste con un occhio lucido da una finestra, attraverso le pieghe di una veneziana, nella penombra di una stanza, l’occhio di Rosybyndy, seduto sulla sua carrozzella  e paradossalmente “coi piedi per terra” più di ogni altro. Rosybyndy mette in mostra il meglio di tutto lo sterminato bagaglio creativo e musicale che possiede: dal trip hop anni ’90 al cantautorato, dall’elettronica ai grandi gruppi degli anni ’60, fino alla scelta convinta di testi frontali, capaci di dire molto e in faccia.
Con Rosybyndy l’unica cosa costante è il cambiamento. L’ampiezza degli stili musicali che affronta, perfino all’interno di un solo disco, è uno degli elementi essenziali della sua essenza artistica. Il solo fatto di varcare i confini dei generi è per lui motivo di gioia. “Questa visione globale nei confronti delle differenti culture è parte della mia natura. Voglio rompere le barriere tra generi, categorie o culture. Invece di innalzare muri cerco di combinare elementi diversi. E’ la cosa che più mi piace fare. Mettendoci dentro disillusione, angoscia, rabbia, e, sempre e comunque,  tanta speranza.”

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