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I Maroon 5 incantano Milano nell’unica tappa italiana del loro tour mondiale

scadutoChe il concerto dei Maroon 5 al Mediolanum Forum di Assago fosse tra i più attesi dell’anno lo si era capito da settembre dell’anno precedente. Infatti in quel periodo, in contemporanea con l’uscita del loro quinto album intitolato V, iniziò la prevendita dei biglietti per l’unica tappa italiana, che andarono polverizzati nel giro di pochissimi giorni.

Location dello spettacolo musicale, andato in scena venerdì sera, è stato il fantastico Mediolanum Forum di Assago, una mega struttura realizzata per eventi sportivi e musicali, che ha tra le sue caratteristiche principali l’ottima acustica e visuale in tutti i settori dell’impianto. Forum, come detto in precedenza, completamente esaurito, con fan della band provenienti da tutta Italia ma anche dall’estero, complice anche Expo 2015, l’esposizione universale che si sta svolgendo a Milano in questi mesi.

Hanno aperto il concerto, come in tutte le tappe europee del tour, il cantante britannico Nick Gardner e l’apprezzatissima band canadese dei MAGIC! che ha ottenuto la ribalta mondiale grazie all’album d’esordio “Don’t Kill the Magic” e al fortunato singolo “Rude” che con il video ufficiale su YouTube ha raggiunto oltre 560 milioni di visualizzazioni.

Subito dopo le 21:00 come da programma, tra l’entusiasmo dell’impianto ormai stracolmo di spettatori, hanno fatto il loro ingresso i Maroon 5, regalando ai presenti circa 90 minuti di grande musica e ripercorrendo attraverso i brani eseguiti sul palco i successi di una carriera lunga 13 anni.

La canzone di apertura è stata “Animals” uno dei pezzi più rappresentativi e di successo dell’ultimo album, seguita da una serie di pezzi del precedente lavoro discografico “Overexposed”, che ha consacrato il gruppo californiano nell’olimpo delle band più famose a livello planetario. Infatti quasi in successione sono stati eseguiti i brani “One More Night”, “Stereo Hearts”, “Lucky Strike” e “Love Somebody”.

A metà concerto Adam Levine e Co. hanno eseguito un altro successo dell’ultimo disco, “Maps” per poi proporre “This Love” e “Sunday Morning”, due canzoni dell’album d’esordio che hanno fatto conoscere la band al mondo intero. Successivamente si è tornati alle sonorità di “Overexposed” con altri due successi del disco precedente: “Payphone” e “Daylight”.

Nell’ultima parte dell’esibizione sono stati interpretati l’ultimo singolo “This Summer’s Gonna Hurt Like a Motherf****r”, la stupenda “She Will Be Loved”, con il fuoriprogramma di una fan che ha lanciato sul palco il proprio reggiseno che il chitarrista della band James Valentine ha prontamente attaccato alla sua chitarra, e “Moves Like Jagger”. Il concerto si è concluso con “Sugar” la canzone di maggior successo dell’album, eseguita dal frontman Adam Levine, per la gioia del numeroso pubblico femminile, a torso nudo.

Un concerto ricco di emozioni in cui oltre diecimila spettatori hanno cantato e ballato per tutta la durata dell’esibizione. Un’adrenalina palpabile tra i presenti prima dell’apertura dei cancelli, durante lo spettacolo e alla fine quando un fiume di gente defluiva, sotto la pioggia di una sera di giugno, verso la metropolitana. Una splendida serata di musica che i presenti difficilmente dimenticheranno.

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(Salvo Scaduto)

PUNKREAS: svelati i primi ospiti e la copertina di Radio Punkreas

“Sotto Pressione” (Africa Unite) feat Bunna, “La Ballata del Pittore” (Enzo Jannacci), “Poliziotto” di e con Alberto Radius e, da poche ore, “Nuova Ossessione” (Subsonica) feat. Samuel sono le prime tracce di “Radio Punkreas” svelate nella campagna virale iniziata da pochi giorni sul facebook dei Punkreas.

“Radio Punkreas” ( uscito il 10 Giugno per  Canapa Dischi) è un disco di cover di canzoni italiane che rappresenta un tuffo nella memoria sonora della band, pensato per portare in superficie alcuni frammenti sparsi della loro identità: musicale e non. Una straordinaria raccolta per  festeggiare 25 anni di storia sui palchi di tutto lo Stivale.

Tracklist :

Io sto bene
Il mondo – feat Piotta
Nuova Ossessione – feat Samuel ( Subsonica )
La tempesta – feat El Tofo ( Tarm )
Sotto pressione – feat Bunna ( Africa Unite )
Reality – feat Alteria
Cani sciolti
Poliziotto – feat Alberto Radius
La ballata del pittore
Pigro
Ti rullo di kartoni – feat Freak Antoni ( Skiantos )
Bonus track – Il mio androide è uscito dallo schermo tv

ROCKY HORROR feat PINO SCOTTO & DJ BLAST

Da oggi in radio il nuovo singolo dei ROCKY HORROR “Lo Spazio che ti Spetta” featuring PINO SCOTTO & Dj Blast. In autunno il nuovo attesissimo disco

Da oggi in radio “Lo Spazio che ti Spetta” il nuovo singolo dei pugliesi ROCKY HORROR. Un brano arricchito dalla collaborazione del Dj Blast (ex Sona Sle) e dell’eterno PINO SCOTTO che da oggi è anche in video per la regia di Marcello Saurino, già a lavoro con Assalti Frontali, Lacuna Coil, Baustelle, Negramaro, Emis Killa e tantissimi altri.
Ecco la prima grande anticipazione del nuovo attesissimo disco dei ROCKY HORROR dal titolo “Sciogli il Tempo” che vedrà la luce in Autunno per PROTOSOUND Records / CRAMPS Music / EDEL Dischi.
Un lavoro ricco di partecipazioni come LOS FASTIDIOS, AFRICA UNITE, FOLKABBESTIA, DJ ARGENTO, solo per fare alcuni nomi.
La denuncia e la rivalsa sociale che dal movimento delle Posse italiano prende forma e musica e suoni contaminandosi di funky, di punk e di hardcore. Ecco i caratteri con cui tornano a far parlare di se dopo anni di tour e reduci da un disco che li ha accreditati in tutto il circuito Rock’n’Roll italiano.

Guarda il video :

The Moon – Waiting For Yourself

 

E’ innegabile che i friulani The Moon conoscano bene il rock oltremanica.

Nel 2010 esce il disco “Lunatic”, accolto bene sia dal pubblico che dalla  stampa. Ora si ripropongono con un nuovo disco, “Waiting For Yourself”, sempre con la stessa etichetta (Seahorse Recordings), registrato agli Entropia Studios di Cussignacco (UD) e che rimane fedele alla linea Brit Rock del precedente lavoro.

Spino e Charles (chitarre e voci), Den (basso), Piotre (batteria), hanno il mood giusto, che li caratterizza: atteggiamento Sixties e potenza rock’n’roll sono la chiave di questo quartetto.

Il singolo, “Make it in the easy way you know”, inizia con il ritornello, dopo 40 secondi entra perentorio il riff di chitarra che porta alla strofa. Pezzo semplice e di facile ascolto, dove però tutto è ben amalgamato, potente nei passaggi di basso/batteria e nelle linee melodiche. L’effetto The Jam anni ’70 è dietro l’angolo.

Nel disco, oltre al singolo, spiccano: “Valium” (forte di un sound diritto e preciso, con attenti stacchi di batteria e chitarra. Voce neutra e soffice e una bella melodia Pop che ricorda gli Ocean Colour Scene), la ballata “Electric Level” (la chitarra acustica e l’armonica dipingono, con le loro note, un quadro che fa venire in mente un’Inghilterra malinconica, umida e uggiosa, possibilmente da osservare stando un po’ lontani, magari al sicuro dietro a una finestra). 

Il disco, nel complesso, è divertente, attraente, orecchiabile, o, come meglio direbbero gli anglosassoni, “catchy”.

Aspettiamo di vederli presto in concerto.

 

THE GIFT: “REBIRTH” è il disco della rinascita.

Esce “REBIRTH”. Dopo 25 anni si riuniscono i The Gift. Una delle più importanti band del panorama indie-rock italiano degli anni ’80 torna con un disco per unire passato, presente e futuro.

La musica in primo piano. Energia e vigore. Sostanza e non apparenza. Ingredienti imprescindibili, questi, che raggiungono il mix ideale su un palco da concerto. Immutato come fosse oggi, il vigore dell’indie-rock anni ’80 torna a vivere e lo fa con decisione ed energia…d’improvviso ci si ritrova nel tempo in cui il mondo cambiava e pochi, troppo pochi se ne accorgevano.
I The Gift, formazione in voga tra il 1983 e il 1987, oggi ritornano con un “nuovo disco”, vecchi successi alternati a brani mai pubblicati, nuove registrazioni mescolate ai suoni di 25 anni fa.
Ritornato live i THE GIFT e lo fanno riportando in scena la loro formazione originale. Dopo le esperienze con Lucio Rosato (voce), Oberdan Fratini (tastiere), Pierpaolo Pecoriello (sassofonista) e Viviana Di Francesco (voce), dopo i live si torna al nucleo zero: alla voce di Ugo Sala, alle percussioni di Pino Petraccia, al basso Belfino De Leonardis (stesso Fender Precision, stesse identiche corde di 25 anni fa) e alla chitarra di Danilo Burchielli.
Doveroso omaggio a Stefano Alici, chitarrista e fondatore del gruppo, autore di alcuni testi, delle prime copertine e soprattutto ideatore del nome “The Gift”, in omaggio al romanzo “Der Golem”. Alla sua memoria e’ dedicato infatti “Rebirth”, il disco per segnare il grande ritorno nel 2011.

Correvano gli anni ottanta quando quattro ragazzi dell’interland pescarese si riunivano attorno ad un promettente progetto musicale, dando vita a quelle che si catalogarono come una delle più interessanti band del panorama indie-rock italiano.
The Gift fecero il loro esordio con una musicassetta autoprodotta dal titolo Under Cover Of Darkness (1983) dai toni crepuscolari e profondamente Dark, cui seguirono Event primo denso e significativo vinile (1985) ed I Had A Dream con la supervisione artistica di Gianni Maroccolo.
Tutto questo fu la prova tangibile che la provincia può diventare il punto di partenza della scoperta, della curiosità, del viaggio intorno all’Europa; quella bellissima terra degli “altri”, molto diversa da quella che vediamo e viviamo oggi. Erano gli anni della caduta del Muro di Berlino. Un periodo socialmente e politicamente importante, decisivo, in cui le masse giovanili muovevano la loro forze e la loro voce contro un sistema, contro un mondo che non sapeva leggere la loro diversità, la loro bellezza e la loro rabbia. A questo fecero seguito parole come indifferenza, globalizzazione, marketing e comunicazione di massa…senza lasciare troppo spazio ai “giovani” e alle loro infinite risorse socio-culturali…bandite o quasi tutte quelle forme di cultura e di espressione propriamente dette “alternative”, quindi non commerciali…pochi profitti, pochi riscontri, quindi pochi spazi e poche attenzioni.
The Gift fanno parte di un mondo che non può e non vuole morire, sperando di poter trasmettere oggi come ieri quell’entusiasmo, quell’energia e i sapori di quell’ambiente che generò il Punk, la New Wave, a partire dai Joy Division fino alla geniale semplicità dei Velvet Underground o dei loro fortunati compagni di strada Litfiba.
REBIRTH segna dunque il loro ritorno in scena in cui le inquietudini, la lunga storia fatta di una miriade di esperienze umane e professionali in pezzi come “The Change”, oppure “Disperate Dance”, o anche “The rain is like the sun”, entra prepotentemente dentro l’attuale universo sonoro con quella atmosfera vitale, resistente, ma al tempo stesso crepuscolare, cupa, interrogativa che sa prenderci per mano e conquista il corpo, il cuore…e la mente.

THE GIFT official Site
http://thegiftband.it/

Paradisi Noir: tra musica e poesia

Paradisi NoirUn insieme di emozionanti parole miscelate a buone conoscenze musicali sembrano proprio gli ingredienti adatti a creare un disco efficace e particolare.
L’impressione in un primo momento è quella di un lavoro raffinato e mirato, diretto ad un pubblico preciso. Una descrizione suggerita dal dolce e pacato suono del pianoforte, strumento che, suonato a dovere, è in grado di trasmettere una grande sensazione emotiva e sfuggente. In realtà l’album che i Paradisi Noir propongono non è soltanto un disco che conserva una forte sensibilità, ma un insieme di contrastanti e suggestive idee e motivi contrastanti che si incontrano e si completano come un raffinato disegno.
Rock&Roll, blues, punk… ecco la strategia primaria dell’album che permette di apprezzarne il forte dinamismo che emerge tra un brano e l’altro. Forti cambi di tono e direzione musicale sono orchestrate con bravura tale da non disturbare l’ascolto senza perdersi nella monotonia, ma al contrario si riesce a tenere attento chi ascolta.
Una forte contrapposizione suddivide il disco in diversi momenti discordanti ma in adeguato conflitto tra loro. Momenti distaccati, talvolta freddi, si alternano così con eleganza ai suoni caldi e più vicini, scivolando verso un gioco di suoni, motivi e parole che non annoiano ma tutt’altro si fanno ascoltare, incuriosendo e stimolando l’ascoltatore.
Un aspetto che gioca un ruolo importante e caratterizza notevolmente lo stile ed il lavoro della band. Il lavoro introspettivo e profondo riesce a lasciare delle buone impressioni, ma merita più di un ascolto per poter apprezzare in pieno l’intero album. I complimenti da Rock Revolution non potevano mancare.

Tracklist:
01. Astratta espressione
02. Fata di luce
03. Destino
04. Kuore
05. Gira la testa
06. Allucinazioni
07. Senza mai morire
08. Non credere
09. Animalgesico

Formazione:
CRISTIAN D’ORIA (Voce e Pianoforte)
PAOLO ORNAGHI (Poesie)
ANDREA MOTTADELLI (Chitarre)
VALERIO PARONZINI (basso)
HENRICO PANTANO (Batteria)

MySpace: http://www.myspace.com/paradisinoir

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

Logical Terror: “Almost Human”

LTChi ben comincia è a metà dell’opera. Non ci hanno pensato due volte i Logical Terror ad immergersi nell’underground musicale senza neanche un briciolo di timidezza, pronti a lanciarsi e a farsi scoprire. Così si presentano, con i loro suoni forti, sicuri, crudi ed al tempo stesso contenuti e ben studiati. Una concezione musicale inserita in un circuito elettrico costruito con attenzione e precisione, in sintesi: un grande lavoro.
”Almost Human” è solo il primo lavoro sfornato dalla promettente band emiliana che riesce ad ispirare forza e carattere esordendo con il primo album. Gli 8 brani scorrono come forti scariche di elettricità, attivando e fulminando gli animi di chi ascolta. Una grande abilità quella dei musicisti di riuscire ad equilibrare i volumi ed i riff, graffianti più che mai, coordinandoli a violenti toni elettronici che arricchiscono e rendono i pezzi pieni e vivi.
Diretti e concisi, i Logical Terror propongono un’innovazione musicale che merita di essere puntata e tenuta d’occhio. In bocca al lupo dalla redazione di Rock Revolution!

Tracklist:
01. Nameless
02. Gender 3000
03. Monad61
04. Unfilled
05. Degenerate/Regenerate
06. Self-Extinction
07. Collapse
08. Facing Eternity

Line Up:
ASH: guitars
LIZARD: guitars
SID: bass
EMI: clean vocals
SIC: scream vocals
D.D.L. : drums

MySpace: http://www.myspace.com/LOGICALTERROR

 

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]