Articoli marcati con tag ‘recensioni band emergenti’

“La Grande V” dei Rumatera

rumateraSchietti, diretti e spavaldi, i veneziani Rumatera sono pronti a portare un’onda anomala ricca di effervescenza e briosità. Ci offrono così un disco ricco di musica frizzante e spumeggiante, eppure il particolare che lascia piacevolmente sorpresi è l’estrema semplicità con la quale la band è riuscita a produrre davvero un piccolo grande disco!
“La grande V” è proprio tutto questo: un disco che riesce a colpire subito e per renderlo tale è bastato un unico determinante ingrediente, ovvero la forte determinazione di una band innamorata della propria regione, il Veneto, alla quale l’ EP è evidentemente dedicato.
Nel disco emerge subito un certo clima festoso e sbarazzino e anche la band dà l’immediata impressione di naturalezza genuina. Qui si va oltre gli schemi, verso un punk/rock azzeccato che dà un clima più che perfetto in cui i testi, per lo più in dialetto, sono sempre perfettamente accessibili e trasparenti. Diciamo pure che la band ha saputo sfruttare al meglio questa sua grande capacità grintosa creando un sound personale e autentico che, senza giri di parole, rende i Rumatera una band originalissima. L’EP, di fresca uscita (9 aprile 2011) ha tutti i requisiti per sfondare. Il solo ascolto del disco trasmette all’ascoltatore una fortissima carica, tanto che ci siamo chiesti come deve essere un concerto live di questa band che con stravaganza riesce a mettersi in gioco con grande convinzione.
Siamo sinceri davvero: bravissimi, originalissimi ed giustamente estroversi! Una bella combinazione che ha permesso di creare un EP ad hoc! Sinceramente, crediamo che la band può/deve proseguire questo percorso musicale. Adesso attendiamo l’album!

Tracklist:
1. La Grande V
2. Tosi Come Mi
3. Vergognosa
4. Mi Piace La Foca
5. Sol Bareoto Del Mas-cio

Formazione:
Bullo (chitarra ritmica, voce – rhythm guitar, vocals)
Gosso (basso, voce – bass, vocals)
Sciukka (batteria – drums)
Rocky Gio (chitarra solista, voce – lead guitar, vocals)

MySpace: http://www.myspace.com/rumatera
Sito Web: http://www.rumatera.com/ve_band.html

 

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

 

Paradisi Noir: tra musica e poesia

Paradisi NoirUn insieme di emozionanti parole miscelate a buone conoscenze musicali sembrano proprio gli ingredienti adatti a creare un disco efficace e particolare.
L’impressione in un primo momento è quella di un lavoro raffinato e mirato, diretto ad un pubblico preciso. Una descrizione suggerita dal dolce e pacato suono del pianoforte, strumento che, suonato a dovere, è in grado di trasmettere una grande sensazione emotiva e sfuggente. In realtà l’album che i Paradisi Noir propongono non è soltanto un disco che conserva una forte sensibilità, ma un insieme di contrastanti e suggestive idee e motivi contrastanti che si incontrano e si completano come un raffinato disegno.
Rock&Roll, blues, punk… ecco la strategia primaria dell’album che permette di apprezzarne il forte dinamismo che emerge tra un brano e l’altro. Forti cambi di tono e direzione musicale sono orchestrate con bravura tale da non disturbare l’ascolto senza perdersi nella monotonia, ma al contrario si riesce a tenere attento chi ascolta.
Una forte contrapposizione suddivide il disco in diversi momenti discordanti ma in adeguato conflitto tra loro. Momenti distaccati, talvolta freddi, si alternano così con eleganza ai suoni caldi e più vicini, scivolando verso un gioco di suoni, motivi e parole che non annoiano ma tutt’altro si fanno ascoltare, incuriosendo e stimolando l’ascoltatore.
Un aspetto che gioca un ruolo importante e caratterizza notevolmente lo stile ed il lavoro della band. Il lavoro introspettivo e profondo riesce a lasciare delle buone impressioni, ma merita più di un ascolto per poter apprezzare in pieno l’intero album. I complimenti da Rock Revolution non potevano mancare.

Tracklist:
01. Astratta espressione
02. Fata di luce
03. Destino
04. Kuore
05. Gira la testa
06. Allucinazioni
07. Senza mai morire
08. Non credere
09. Animalgesico

Formazione:
CRISTIAN D’ORIA (Voce e Pianoforte)
PAOLO ORNAGHI (Poesie)
ANDREA MOTTADELLI (Chitarre)
VALERIO PARONZINI (basso)
HENRICO PANTANO (Batteria)

MySpace: http://www.myspace.com/paradisinoir

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

Rock/Grunge dal milanese: ecco i Codeina

CodeinaCe lo siamo chiesti: dove siete stati per tutto questo tempo?
Escono allo scoperto i Codeina con un album d’esordio che si piazza senza difficoltà tra i migliori dischi che la nostra redazione abbia ricevuto. Con “Quore Hidalgo Picaresco” la band, nata nel 1998, s’è fatta attendere: il gioco valeva la candela… I Codeina si rivelano e senza freni esplode quel forte carattere di cui sono dotati, lasciando con il fiato sospeso e senza parole, in senso positivo ovviamente.

Il sound, asciutto e tosto, dimostra come la band abbia voluto scendere in campo con forte motivazione ed una chiara intenzione che è quella di sfondare. Ci riesce, l’impressione è proprio quella! I Codeina propongono sonorità che richiamano parecchio la tradizione grunge che vede in Seattle la sua patria, ma con un’importantissima novità: l’uso della lingua italiana. Suona strano, eppure i Codeina ci sono riusciti ad inserire la nostra lingua all’interno di un contesto musicale in cui l’inglese era la lingua quasi “d’obbligo”.
Tutti i presupposti ci sono per definire i Codeina con l’attributo dei “Nirvana Italiani”. Dieci brani di natura fortemente travolgente, dieci intensi pezzi pronti a soddisfare il desiderio dei fan che hanno atteso questo meraviglioso disco. Che altro dire? Il trio milanese ha prodotto un disco vincente, originale e ricco di punti di forza. Un disco in grado di travolgere letteralmente gli animi ed elettrizzare l’atmosfera lasciando una scia di adrenalina nell’aria, un disco che sa essere leggero e privo di elementi che possano appesantirlo. I Codeina sono un disegno musicale ormai solido e spesso, una firma, un marchio; un carattere giustamente ambizioso che presenta una band fiera del proprio lavoro.
I meritati complimenti non possono mancare certo dalla redazione di Rock Revolution che ha apprezzato particolarmente l’album. Un solo suggerimento: non fermatevi qui.

Tracklist:
01. Ridi Pagliaccio
02. Quore
03. E’ tutto grasso che cola
04. Carnevali E.
05. Piorrea
06. La eco
07. Lasa con Codeina
08. Peristalsi
09. Vitupera
10. Telsa Vs. Marconi

Formazione:
Mattia Galimberti: Voce, Chitarra
Emanuele Delfanti: Basso, Cori
Emiliano Maggioni: Batteria, Percussioni

MySpace: http://www.myspace.com/codeina

[Recensione a cusa di Ida Parlavecchio]

Ordita Trama: il primo EP

ordita tramaGli Ordita Trama nascono nel 2008 e proseguono con impegno lungo un percorso verso la ricerca del proprio sound e della propria impronta musicale. Presi dai buoni propositi dunque nel 2010 si ritrovano in studio e sfornano il primo EP, grazie anche alla collaborazione di Guido Torre.
Quattro brani che mostrano chiaramente come la band sia legata ad un genere dark/wave; quattro brani che bastano ad evidenziare e chiarire i gusti musicali dei quattro componenti. La voce lascia una certa impronta sposandosi benissimo con i pezzi, prodotti su delicate strutture sonore facili da memorizzare. Tracce di Heavy Metal si palesano spesso, come ad esempio nella parte finale di “A letter in my hand” in cui i suoni sono maggiormente incentrati sulle chitarre. I riff sono studiati ed approfonditi con raffinatezza così come i sempre appropriati assoli ai quali pare che la band tenga particolarmente. Si coglie una certa attenzione per le parti strumentali sebbene anche la voce riesca a dare una certà identità.  L’Ep si conclude con “Back”, brano sul quale ci siamo maggiormente soffermati. La voce, gli intrecci ricamati dalle chitarre, la batteria decisa e leggera ed il buon supporto del basso: ogni elemento è al proprio posto. E’ così che si raggiunge con questo brano l’essenza della band.
La band campana ha racchiuso le proprie sensazioni ed emozioni liberandole poco alla volta durante l’esecuzione dei quattro brani, conservando la propria energia fino alla fine.  Consigliamo alla band di proseguire con la stessa passione e voglia di suonare che li ha accompagnati fino ad oggi.

Tracklist:
01. Waiting for the ghost
02.  A Letter in my hand
03.  A lover’s prayer
04.  Back

Line Up
Alfredo D’angelo: guitar, lead guitar
Carmine Maffei: guitar, voice
Francesco Angelastro: drums
Giancarmine Pacelli: bass

On MySpace: http://www.myspace.com/orditatrama
On WebSite: http://www.orditatrama.com/

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

La Vague: il disco d’esordio

la vagueIl trio dei La Vague, costituito dalla bravissima Francesca Pirami alla voce, Alessandro Corsi e Marco Calì alla batteria e percussioni, esordisce con un album sbalorditivo e progettato con massima cura e precisione. Il disco raccoglie dodici brani originali ed istintivi. L’album si divide in due parti, o momenti, proprio perchè caratterizzato da evidenti differenze musicali che si riscontrano tra i brani che sono piuttosto variegati. Durante i primi sei brani è possibile gustare i delicati ritmi di evidenti influenze blues che si muovono volontariamente verso il jazz. Questa orma ritmica viene comunque mantenuta per tutto l’album, traducendosi dal settimo brano fino alla fine in un rock italiano leggero.
Particolarmente interessante è la capacità dei La Vague di utilizzare la musica come strumento di immaginazione ricreando degli ambienti teatrali e disegnando a proprio piacere situazioni o atmosfere a loro congeniti. Ad esempio è facile immaginare di trovarsi in un tipico locale degli anni ’50 ed osservare un pubblico silenzioso che presta attenzione alla band che lo intrattiene.
Un discorso a parte lo dedichiamo alla bravissima Francesca. Il talento ed il carisma della cantante (ed attrice, come abbiamo appurato), suggeriscono come Francesca abbia coltivato ed acquisito con minuzia questa sua capacità. Sicuramente c’è uno studio di rilievo dietro le sue esibizioni, nelle quali si apprezza la sua grande capacità di graduare i volumi dando colore ed espressività in ogni momento aiutata dall’impeccabile pronuncia che le permette di cantare in inglese, in francese ed italiano riuscendo sempre a dare quella sensazione di spontaneità indipendentemente dalla lingua.

La bravura tecnica ormai assodata di ogni componente e le loro grandi intenzioni possono portare la band lontano. Il disco, non etichettabile ad un genere preciso date le varie influenze, è diretto a chi davvero s’intende di musica ed è in grado di ricercare la singolarità tra le bravissime band italiane che ritroviamo nel nostro paese. I La Vague hanno quei requisiti che li distingue, adesso occorrono i giusti incontri.. Fortemente consigliati.

TrackList:
1 Sierge
2 Parlo Da Sola
3 La Foule
4 Alain
5 Demodé
6 Grillo Parlante
7 Paper
8 Looking Forward
9 La Vague
10 Sit Down
11 Wiki San
12 JPM

Francesca Pirami, Alessandro Corsi, Marco Calì

MySpace: http://www.myspace.com/lavaguetrio#more
WebSite: http://www.lavague.it/

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

Isabelle Urla: “La ballata delle mosche” a suon di Rock

Isabelle UrlaEcco del genuino e pulito rock italiano. Da Treviglio (Bergamo) ci giunge in redazione l’album degli Isabelle Urla. La band nata nel 1996 conserva cinque ottimi musicisti che con grande esperienza e sapienza musicale hanno saputo produrre un disco completo e maturo. “La ballata delle mosche” è il biglietto da visita del quintetto, le cui sonorità saranno conservate e tenute a mente dai più.
Qui le prime impressioni contano e restano solide. Basta già il primo ascolto per potersi fare un’idea e capire di trovarsi davanti a dei pezzi di forte carica e consolidata espressività. Un rock italiano che offre un sound sostanzioso e piacevole, pronto a far provare delle vibrazioni che trovano origine nell’anima forte e sicura della band lombarda.
Negli otto brani italiani, i testi non sono mai casuali, frutto di un accurato studio che è stato dedicato ai testi quanto che alle musiche. Da questo grande impegno e costanza nascono dunque dei brani originali e naturali assieme a delle composizioni altrettanto interessanti che sapranno far presa facilmente sul pubblico.
“Panchinaro del sistema” apre il disco. I suoni si accostano con grande efficacia e dimostra come la band sappia gestire il proprio sound che si rende leggero e dinamico al tempo stesso. Gli assoli completano saggiamente i brani, dando compattezza alla già alta espressione sonora. Apprezziamo particolarmente la forte carica regalata da “La ballata delle mosche” e “La canzone delle nuove musiche”, quest’ultima più rabbiosa. Interessanti anche le intense “Lo Zingaro” e “Old Oraibi” che hanno invece un sound appena più leggero ma sempre fedele allo stile che la band via via prova a crearsi. L’album si chiude con la sorprendente “La Morsa” che vede la voce assieme al delicato suono del piano che piacevolmente accompagna e crea senza timidezza un ambiente malinconico e persuasivo.

Ciò che la band ha creato è un disco piacevole che può abbracciare il grande pubblico senza troppe difficoltà. Ci auguriamo si ascoltare presto il prossimo lavoro degli Isabelle Urla.

Tracklist:
01. Il Panchinaro Del Sistema
02. La Ballata Delle Mosche
03. Uno Zingaro
04. La Tua Polvere
05. Old Oraibi
06. Un Maestro
07. La Canzone Delle Nuove Musiche
08. La Morsa

ISABELLE URLA:
Riccardo Anelli: Voce, Basso
Francesco Matano: Chitarra, Cori
Guido Mainardi: Batteria, Cori
Alfredo Grassi: Chitarra, Cori
Matteo Casirati: Violino, Chitarra

MySpace: http://www.myspace.com/isabelleurla
WebSite: http://www.isabelleurla.com/

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

“Surrogati, silenzi e altre amenità necessarie” di Marco Messineo

messineo“Surrogati, silenzi e altre amenità necessarie” è il terzo lavoro, dopo gli ep “Le più nere speranze” e “Scatola Nera”, Marco Messineo ne è il fautore, sia dei testi che delle composizioni musicali, assieme alla collaborazione di Gregorio Caimi, Dario Li Voti, Giacomo Buffa, Alfredo Giammanco e Claudia Marchetti.

I nove brani che ne fanno parte sono la prova dell’impegno e della passione che spinge Marco a scrivere usando parole schiette e sincere sommerse in atmosfere razionali. Si punta ad un rock leggero al quale però viene dato meno spazio rispetto alla voce, sempre protagonista ed in primo piano. Ciò che emerge dall’ascolto dell’album e evidentemente l’emozione dell’autore che conduce la propria voce verso suoni e tonalità sospesi in ambienti il cui clima talvolta è lento e malinconico, altre volte più duro e deciso. I brani sono belli all’ascolto ed anche abbastanza personalizzati sebbene lo stesso disco richieda più ascolti per poter essere in pieno apprezzato. Invece emerge immediatamente la capacità di Marco di trasformare ogni brano verso toni quasi colloquiali, rivolgendosi all’ascoltatore e facendolo sentire più presente e coinvolto, brano dopo brano.  In sottofondo poi i suoni delicati e curati contribuiscono a dare maggiore espressione alle parole. Nella voce, nelle melodie e nei testi compare dunque il grande interesse dell’autore di far sentire la propria freschezza, le proprie motivazioni e i propri pensieri. Così i brani portano alla luce un lato sia affettivo che disinvolto al tempo stesso, in grado di legarsi facilmente alle sonorità mature e decise.

Marco Messineo è un bravo musicista ed ottimo cantante che ha coltivato la sua esperienza e sapienza musicale con piacere. Egli propone un “cantautorato” delicato e sensibile diretto sicuramente ad un pubblico maturo che potrà gradire ed apprezzare l’intero contenuto dell’album.

Tracklist:
01. Come un ricordo dalla faccia cattiva
02. Non sono il tuo stereotipo ideale
03. Politichese
04. E’ come sanguinare
05 Contro le forze del male
06. Il capodanno del ’99
07. Per perdere ogni rima
08. Ed era questa la rivoluzione che avevamo tanto atteso
09. Dal giornale di domani

Con la collaborazione di:
Gregorio Caimi, (alle chitarre e alla produzione)
Dario Li Voti (alla batteria)
Giacomo Buffa (al basso e al contrabbasso)
Alfredo Giammanco (alle tastiere)
Claudia Marchetti (alle chitarre)

MySPace: http://www.myspace.com/marcomessineo

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]