Articoli marcati con tag ‘Recensione Ida Parlavecchio’

Il Mare Ci Salirà Negli Occhi: l’album dei Miavagadilania

miavagadilaniaLa band dei Miavagadilania nasce nel 2005 e colleziona diversi eventi live costruendo un buon curriculum musicale seguito dalla produzione del primo ep dal titolo “Sei nata”, ottimamente recensito dai principali webzine. Nel 2009 terminano le registrazioni dell’album “Il mare ci salirà negli occhi”, che uscirà poi nel 2010. Un rock magnetico e sensuale, ma allo stesso tempo grigio ed aspro, un miscuglio di caratteri contrastanti che inseriti in un giusto ordine creano quel momento psicologico caratterizzante della band.

L’album è composto da dieci brani per una durata complessiva di circa 50 minuti. Per tutto il tempo dell’ ascolto ci si accorge di come l’idea di trasmettere una certa maturità musicale sia stata quasi raggiunta, senza però esagerazioni.
I brani, ascolto dopo ascolto, sono capaci di influenzare e trasportare delle emozioni interiori che trasformano il disco in un insieme di note leggere e pure accarezzate da una voce altrettanto sincera che è quella di Claudio, idealmente studiata per un sound fluido e potremmo dire quasi poetico.
Ciò che trapela tra le note di questo lavoro è un’immensa malinconia che viene manifestata da una innaturale e superficiale quiete, che lascia nonostante tutto un filo sottile di speranza. I temi ed i testi si coordinano dunque con un ambiente di luce soffusa ed opaca, dotato di note raffinatamente condite e sempre piacevolmente orecchiabili.

I quattro musicisti sono bravi utori di un buon album che può piacere ad un certo pubblico amante di ambienti morbidi ed intimi. La band è sulla buona strada e con questo album riesce a lasciare una buona impressione dopo un paio di ascolti.

TRACKLIST
01. Scintille
02. Nau
03. Non È Vero
04. Notte Illune
05. Fili Rossi
06. Solo Come Addio
07. Demoni
08. Metti Che La Felicità
09. L’equilibrio
10. Il Mare Ci Salirà Negli Occhi

Formazione:
Claudio papa: voce e chitarra
Elena Capolongo: chitarra
Luca Oliverio: batteria
Alessio Calivi: basso

Sito Web: www.miavagadilania.com
MySpace: http://www.myspace.com/miavagadilania

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

I Wildroads esordiscono con un interessante EP

Wild RoadsTanti sono i dischi ed i lavori che giungono in redazione e con piacere confermiamo che il nostro paese è pieno di band in grado di scrivere, proporre e trasmettere sensazioni attraverso la musica. Dalle band più note a quelle emergenti, in tantissimi casi si dimostra che la qualità musicale italiana occupa una buona posizione. Spesso si è alla ricerca dell’originalità o alla creazione di nuovi generi o sound, ma cosa succede quando cinque capaci musicisti si riuniscono e propongono quella giusta carica di adrenalina tipica degli anni 80 e nonostante tutto riescono a colpire?  I Wildroads sono riusciti a riproporre la potenza ed il dinamismo che era tanto in voga in quegli anni li, e partoriscono così  il loro primo lavoro autoprodotto.

Sono cinque i brani, in lingua inglese, che scivolano in un ambiente che punta ad un’aggressività controllata e matura. I suoni di chitarra scivolano fluidi durante il secondo brano, “Wildroads”, un brano che riesce a colpire per il dinamismo che trasmette, grazie a cambi di ritmo e tempi imprevedibili, quasi come se si volesse tenere viva l’attenzione di chi ascolta e l’assolo finale tende ad emozionare e sconvolgere piacevolmente. Allo stesso modo queste scariche rock spiccano in ogni pezzo, ad esempio quello che si prova durante l’ascolto di  “She has been cheated” è una sorta di moto, specie in quei momenti strumentali in cui suoni così bene appostati e miscelati meritano di essere ascoltati trattenendo il fiato.
Poi si arriva alla terza traccia,“Re-live my life”  un pezzo tranquillo che, sorprendentemente, affascina. E’ uno di quei brani che in un disco del genere non poteva mancare, un indice della marcata professionalità dimostrata anche nei brani precedenti, uno di quei brani il cui ascolto suscita una forte emozione accompagnata da brividi, in particolar modo durante l’assolo, forte e davvero emozionante.

Anche la qualità non è male, nonostante l’autoproduzione e sinceramente è un lavoro che non và assolutamente sottovalutato, oltre a dover essere una grande soddisfazione per la band. Speriamo che la forte potenzialità di questi rocker possa fare strada ed essere notata con un occhio di riguardo. Con una giusta produzione ed una buona etichetta il prossimo album potrebbe approdare nei migliori Music Store.Un grande “in bocca al lupo” da Rock Revolution!

Tracklist:
01. Rider of the Sunset
02. Wildroads
03. She has been cheated
04. Re-live my life
05. Sick Soul

LineUp:
Nick Capitini: Chitarra ritmica e solista
Giulio Antonelli: Chitarra ritmica e solista
Michael Cavallini: Voce
Alessandro Lupo: Basso
Simone Baldi: Batteria e percussioni

MySpace: http://www.myspace.com/wildroadsband

“The first moon”dei Two Moons

Two MoonsDa quattro menti ambiziose parte nel vicino 2009 il progetto dei Two Moons che vede la sua formazione nella città di Bologna.  In pochissimo tempo la band riesce a dare forma al primo lavoro, un EP disponibile ormai da qualche mese nei diversi music store online.

Un ambiente  psicologico ed introverso emerge da questo EP d’esordio intitolato semplicemente “The first moon”, nel quale si apprezzano quattro brani dal carattere particolare e caratterizzante dei Two Moons. Il genere proposto richiama a sé diverse sfumature che si avvicinano al dark wave che verso la fine degli anni ’70 e nei primi ’80 si diffondeva tra le nuove generazioni di quegli anni; e se lo scopo della band era quello di fare un salto indietro e  far rivivere quei momenti, evidentemente il disco si traduce in un esperimento riuscito.
I Two Moons mostrano determinazione e sicurezza in questo primo lavoro nel quale appaiono con chiarezza diverse idee originali e piene di buoni presupposti, obbligatori quando l’intenzione è quella di discostarsi dagli standard e proporre qualcosa di innovativo. Di questo cd assaporiamo le elettrizzanti  “My Oxigen”, “Lost”, “Turn Off” e “Cloud”, tutti dei validissimi brani che potrebbero diffondersi facilmente tra gli amanti del genere, ognuna con una propria qualità. La voce assume un ruolo fondamentale e centrale, calda al punto giusto ma sempre mantenendo un appropriato distacco combinata nella giusta armonia ad un cocktail omogeneo di suoni. La produzione del disco ha complessivamente dimostrato come il progetto potrebbe essere portato avanti con successo e con la giusta ambizione, tutto dipende da come queste ottime idee potranno essere sfruttate e realizzate in un prossimo lavoro che noi speriamo di poter conoscere ed ascoltare  presto!

LineUp:
Nils, Emilio, Mr. Rips, Ale

The First Moon:
01. My Oxigen
02. Lost
03. Turn Off
04. Clouds

WebSite: http://www.twomoons.it/
Myspace: http://www.myspace.com/2moonsproject

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

“Tungsteno”: un assaggio dei Solenoidi

solenoidiCon “Tungsteno” i Solenoidi intendono presentare un primo assaggio del loro sound, una premessa in attesa dell’album attualmente in lavorazione.Note che si sbilanciano accarezzando il lontano rock anni ’70 fino ad un richiamo tipicamente Funk, il tutto ben inserito in un insieme che tende a divenire omogeneo, tutto da ascoltare e degustare.

Tre brani, quelli proposti in questo primo EP, in italiano e volutamente accessibili e diretti al pubblico che avrà la possibilità di ascoltare questi graditi costrutti musicali apprezzandone contemporaneamente anche i testi. In alcuni momenti i riff di chitarra ricordano decisamente giri rock degli anni settanta, ben inseriti in quell’ambiente chiaro e raggiante proposto in “Il limite”. “La luce di Ieri” è il secondo brano; un bel testo inserito in un contesto fluido ma più lento del primo. Anche qui non è da meno la capacità musicale della band che fà emergere un aspetto più cantautorale. Nella seconda metà del brano è eseguito un interessante assolo di chitarra accompagnato da un sottofondo equilibrato e piacevole che prosegue fino al termine del brano. Il terzo ed ultimo brano “Fiori e Dinamite” comincia con un bel giro di basso decisamente funk. Qui la band ha proposto un pezzo forte e vigoroso, rafforzato da una buona intensità vocale che trasmette vitalità e movimento.

La capacità tecnica e le idee non mancano e costruiscono delle buone premesse, così come il genere musicale, non del tutto definito, rende l’ascolto aperto ad un vasto pubblico che potrà apprezzarne il lavoro. Un EP che potrebbe essere un primo mattone sul quale costruire qualcosa di originale atto a dare soddisfazione alla band. Non resta che attendere di ascoltare il nuovo album per poterne apprezzare la crescita.

LINE-UP:
Simone Guidi: Voce, Chitarra
Salvatore Argiolas: Chitarra
Manlio Perugin: Basso
Eugenio Frasca: Batteria

TRACKLIST:
1. Il Limite
2. La Luce di Ieri
3. Fiori e Dinamite

MySpace: http://www.myspace.com/solenoidi

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

Ecco l’ultimo EP dei Matley

matleyDopo un periodo di instabilità di line up la band dei Matley raggiunge la formazione definitiva nel 2008. Band dedita ad un rock alternativo dalle forti influenze metal, la prima impressione è quella di un gruppo determinato e pronto a divulgare la propria musica con forte determinazione. Determinazione che li ha portati alla realizzazione del terzo lavoro: si tratta di un ep, uscito nel 2009, che abbiamo ascoltato ed apprezzato sia per il genere che per la tecnica e la capacità musicale e compositiva della band.

L’ EP è composto da 4 brani, tutti in lingua inglese, la lingua che più si adegua al genere stesso. Complessivamente si tratta di quattro pezzi che non dovrebbero dispiacere agli amanti del metal o comunque a chi preferisce un genere di musica dal carattere forte. Si ritrova nell’ep un impasto accattivante e vario, canzoni che spaccano, piene ed energetiche. I ragazzi hanno dimostrato di saper gestire ed equilibrare suoni e volumi producendo un buon disco. Apprezzabile è la chitarra che con i suoi suoni graffianti riesce a rafforzare quella sensazione di forza e determinazione che si intende comunicare. Molto si deve al basso che in alcuni momenti si rende protagonista risultando necessario assieme all’immancabile batteria.
Il lavoro dei Matley potrebbe essere una soddisfazione e consigliamo di continuare con la stessa determinazione che trapela da questo Ep. Attendiamo dunque un nuovo lavoro, nella speranza che sia un album con una decina di brani da ascoltare e da gustare più a lungo.

EP [2009]
01.You’ll Die Next
02.Cold Shiver
03 Prophet
04.Outro

Line Up:
Igor: voce
Vinz: Chitarra
Iggor: Basso
Mimmo: Batteria

MySpace: http://www.myspace.com/matley1

“Forgotten silence”, il nuovo album dei The Lotus

the lotusNata nel 2002, la band dei The Lotus sembra essersi data da fare, sperimentando e proponendo qualcosa di originale che potesse discostarsi dagli ormai standardizzati generi, fino a creare un marchio identificativo proprio della band. Preceduti da un’ottima fama, che certamente male non fà, giunge in redazione “Forgotten Silence”, loro ultimo lavoro.

La caratteristica dei The Lotus non si evidenzia semplicemente per l’indiscutibile bravura tecnica e musicale di ogni componente, ma anche per la capacità di generare e modellare l’ambiente, modificato poi a proprio piacere con soluzioni efficaci ed incisive. Il clima fresco e libero che si genera si traduce in un dinamismo eccentrico capace di far viaggiare l’ascoltatore, già carico di adrenalina ed energia.
Potente e fluido, parliamo di un progetto la cui forza è difficile da ritrovare, proprio per quell’approccio che si manifesta diretto e sciolto ma allo stesso tempo ricco sempre di suoni puliti e accurati. Una ventata di originalità che in Italia si scova di rado, il tutto miscelato e raggruppato in un disco che non può lasciare indifferenti.
La prima traccia, “Dramagothika”, è un brano che cattura già durante i primissimi istanti. Colpisce, introducendo l’ascoltatore in un ambiente misterioso ed  oscuro che pian piano si schiarisce e per rivelarsi nella sua totalità nella seconda metà del pezzo momento in cui la voce si piazza senza presunzione, al momento giusto e nel modo giusto, trasformando le prime impressioni in un contesto accogliente ed accessibile.
Tra i tanti punti di forza della band non è assolutamente da trascurare il fatto che la band possieda la capacità di inserire in ogni momento la giusta nota, con la giusta distorsione ed un adeguato volume, sfruttando ogni attimo ed ogni spazio, proprio come si costruisce un puzzle, in cui ogni pezzo ha uno spazio assegnato, e ciò che la band dimostra si traduce in una forte professionalità.
Anche in “Fall in Time” ascoltiamo un brano forte ed energico, in cui la band mette in risalto proprio quella capacità di cui si parlava poco sopra, ovvero di mutare l’atmosfera, alternando note decise e potenti ad un successivo clima più quieto. Cambiamenti mai bruschi o fastidiosi per l’ascoltatore, tutt’altro: un atteggiamento che riesce a rimanere impresso nella mente, che facilita la memorizzazione del pezzo e la capacità di riuscire a canticchiarlo in un secondo momento.
E’ interessante anche come i The Lotus sappiano gestire più momenti rendendo i pezzi variegati discostandosi dalla monotonia, cosa che non sempre riesce. Ogni brano si distingue dall’altro, riuscendo a trasportare e condurre il pubblico da periodi di puro stile black a rilassanti pezzi pianistici, mantenendosi sempre fedeli allo stile costruitosi. Ecco gustare, a tal proposito, quel viaggio musicale che dal black/gothic di “Belloon City” e “Andromeda’s mother”, conducono verso la tranquilla “I will Come to you” dove il piano si immerge in un contesto ben costruito ed approfondito, contribuendo a trasmettere le emozioni che i Lotus si impegnano a dare in ogni brano, senza pretese ma con il giusto carisma.

La realizzazione dell’album, sicuramente uno tra i più interessanti che ci arrivano in redazione, è frutto di un progetto riuscito appieno e che merita di essere sostenuto e portato avanti. Appoggio che non mancherà certamente da Rock Revolution.

Tracklist:
01. Dreamagothika
02. Fall In Time
03. Enchained Melody
04. Don’t Be Surprised
05. 48
06. I Will Come To You
07. Andromeda’s Mother
08. Balloon City
09. Forgotten Silence
10. Lost In The Wind
11. Dreamagothika (Part 2)

Line Up:
RoX Capriotti: Vocals//Keyboards
Luca De Falco: Guitars//Vocals
Davor Batalj: Bass Guitar//Back.Vocals
Kristal: Keyboards//Programming
Marco Lanciotti: Drums

MySpace: http://www.myspace.com/thelotusrock
Label: CASKET RECORDS
Anno: 2010

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

Bruco: l’ultimo lavoro dei Med In Itali

bruco - med in italiIl progetto dei Med In Itali, formatosi e completato in più palchi italiani, ha inizio tra le strade dell’Irlanda da un’idea di Niccolò Maffei, la cui voce è fulcro della band, e Matteo Bessone, batterista.A caratterizzare e definire lo stile della band è la capacità di abbracciare più generi dando forma, partendo da diverse sfumature, ad un sound ramificato e difficilmente etichettabile, le cui basi vanno ricercate nel Jazz e nel Rock allo stesso tempo.

I Med In Itali amano creare diverse atmosfere che si incontrano creando una sensazione di naturalezza e spontaneità. Dai buoni presupposti tracciabili nel primo lavoro (Soluzione, 2009) i Med In Itali propongono cinque intensi brani raccolti in un Ep, intitolato ”Bruco”.Da ogni traccia emerge un grande senso ritmico rivolto ad un pubblico vasto e variegato, al quale si offre un sound finemente ed elegantemente studiato da ogni prospettiva.Grande è il lavoro della voce, bella ed atta a dare quello che risulta essere un ascolto assolutamente gradevole ed i pezzi meritano di essere ascoltati ed apprezzati lentamente, uno per uno.
“Intro-se” è il primo: si apprezza subito un sax che suona rotondo e melodico e che risulterà funzionale in ogni brano. Il primo minuto regala interessanti frasi ritmiche e vengono accarezzate dalla voce che dopo il primo minuto nutre il brano di piacevoli sapori. Un pezzo immediato e risoluto, colmo di ritmate combinazioni.
Ciò che si ascolta in “Soluzione al tempo” è interezza ed espressione artistica di qualità e lo percepiamo nei diversi momenti nei quali vengono espressi interessanti arrangiamenti ed altrettante formule ritmiche. Le stesse impressioni si ritrovano anche in “Svanita Paura” in cui espressioni studiate ed affinate sono l’ennesima prova della ormai consolidata validità musicale. “Armonici” è un brano forte che riesce a coinvolgere l’ascoltatore a tal punto da farlo sentire parte di esso. E’ infatti dall’ascolto di questo brano che all’ascoltatore si trasmette il bisogno di suonare o partecipare in qualche modo a questo ritmo, tanto che risulta quasi inevitabile tener il tempo col piede o muovere a ritmo il capo.

Complessivamente l’intero lavoro non è soltanto il risultato di una maturità musicale che i musicisti sono stati in grado di coltivare appieno, ma molto di più: si suona con esperienza e passione per quello che si scrive e che si crea, due ingredienti che, se messi assieme, possono tradursi in qualità. La band è completa e pronta a portare avanti un progetto che vede diversi orizzonti, una prova riuscita ed estremamente gradevole.
Complimenti!

Line-up:
Niccolò Maffei (chitarra e voce)
Matteo Bessone (batteria)
Milton Minervino (basso)
Luca Zennaro (sax)

Tracklist:
1. Intro-Se
2. Soluzione al tempo
3. Svanita paura
4. Armonici
5. Senso
6. Centrale Elettrica

MySpace: http://www.myspace.com/meidinitali

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]