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Ad Occhi Aperti – Giallo Mapari

I Giallo Mapari, nati nel 2008 tra i banchi di scuola, provengono da Soliera, un piccolo paese in provincia di Modena, e sono: Matteo “Gre” Grandi (voce), Paolo “Paul” Guerra (chitarra ritmica), Riccardo “Asca” Ascari (chitarra solista), Matteo “Puppi” Luppi (batteria) e Davide “Lode” Lodesani (basso).
Il loro primo lavoro vede la luce nel novembre del 2012 e si intitola “Ad Occhi Aperti”. Nell’Ottobre del 2013 registrano il loro primo videoclip del brano “Lasciati Liberare”. È un disco che suona decisamente Funky/Rock e che porta a cantare in inglese. Ma i Gallo Mapari sono italiani al 100% e lo si sente nelle melodie Pop, orecchiabili, a cui si accompagnano testi semplici ma mai banali e immagini ben definite. Inevitabile, però, anche il paragone con la band statunitense degli Incubus. I Giallo Mapari hanno appreso molto, e bene, dalla band capitanata da Brandon Boyd.
Il disco è gradevole dall’inizio alla fine e, in particolare, possiamo segnalare: “Ushuaia” che ci porta, dal secondo minuto in poi, a un bel ritmo funky grazie alla chitarra acustica, al rim-shot, allo splash e ai giri di basso complessi. La voce e il testo ben si adattano alla solarità del brano. “Quinto Il Genio” ritmo bello deciso e testo divertente. Infine ricordiamo “Ad Occhi Aperti” che potrebbe decisamente alzare la media qualitativa delle canzoni generalmente trasmesse per radio.
Una piccola curiosità: ci dicono che la loro particolarità sia quella di suonare in divisa. Provare per credere.

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Es – Terapia Di Malinconia

 

L’inizio del brano “Terapia di Malinconia”, degli ES, ti lascia decisamente “in attesa”: senti che qualcosa si sta muovendo, qualcosa sta arrivando, ma ancora non ti è chiaro cosa e la tua attesa è destinata a durare alcuni secondi, diciassette per l’esattezza, fino quando gli “ES” ti stupiscono con l’ingresso di un beat anni ’80 dai suoni decisamente Indie/Rock.

Molto presente la batteria (sicuramente fuori dai soliti schemi con questi feel “ostinati”), a cui si aggiunge un basso terzinato, in un tutto decisamente fluido.

La band, di Treviso, formata nel 1997, è composta da: ALes (voce, chitarra, tastiere, campioni), Mario Gentili (basso, cori), Tina (voce e chitarra), Simone Zaffalon (tastiere e chitarra) e Simone Faggian (batteria).

Il testo, non banale, parla di gelosia e tradimenti come utili terapie all’amore, senza però perdersi nelle solite frasi scontate. I Perturbazione e i Bluvertigo potrebbero sicuramente ritrovarsi all’interno di questo brano.

“Terapia di Malinconia” non sfiora, non cerca e non segue i canoni della musica italiana banale, per nostra fortuna. Si sente che questi ragazzi fanno quello che vogliono e che si divertono nel farlo. Non vogliamo assolutamente fermarli, anzi.

 

The Moon – Waiting For Yourself

 

E’ innegabile che i friulani The Moon conoscano bene il rock oltremanica.

Nel 2010 esce il disco “Lunatic”, accolto bene sia dal pubblico che dalla  stampa. Ora si ripropongono con un nuovo disco, “Waiting For Yourself”, sempre con la stessa etichetta (Seahorse Recordings), registrato agli Entropia Studios di Cussignacco (UD) e che rimane fedele alla linea Brit Rock del precedente lavoro.

Spino e Charles (chitarre e voci), Den (basso), Piotre (batteria), hanno il mood giusto, che li caratterizza: atteggiamento Sixties e potenza rock’n’roll sono la chiave di questo quartetto.

Il singolo, “Make it in the easy way you know”, inizia con il ritornello, dopo 40 secondi entra perentorio il riff di chitarra che porta alla strofa. Pezzo semplice e di facile ascolto, dove però tutto è ben amalgamato, potente nei passaggi di basso/batteria e nelle linee melodiche. L’effetto The Jam anni ’70 è dietro l’angolo.

Nel disco, oltre al singolo, spiccano: “Valium” (forte di un sound diritto e preciso, con attenti stacchi di batteria e chitarra. Voce neutra e soffice e una bella melodia Pop che ricorda gli Ocean Colour Scene), la ballata “Electric Level” (la chitarra acustica e l’armonica dipingono, con le loro note, un quadro che fa venire in mente un’Inghilterra malinconica, umida e uggiosa, possibilmente da osservare stando un po’ lontani, magari al sicuro dietro a una finestra). 

Il disco, nel complesso, è divertente, attraente, orecchiabile, o, come meglio direbbero gli anglosassoni, “catchy”.

Aspettiamo di vederli presto in concerto.

 

Canova – Expo

“L’ occasione che ho” cita l’inizio del ritornello del singolo dei Canova, “Expo”, che anticipa l’album in uscita il prossimo autunno.

La band è composta da quattro ragazzi milanesi: Matteo Mobrici (chitarra, voce), Federico Laidlaw (basso), Gabriele Prina (batteria) e Fabio Brando (chitarra).

In questo singolo troviamo un suono indie, con chiare sonorità british, unito ad una melodia marcatamente pop.

Il testo parla delle nuove generazioni che guardano ad un futuro incerto ma con speranza, ma anche di amori mai finiti o vissuti tra il  “cemento milanese”. La voce, chiara e solare, è in linea con quanto espresso dal testo.

Gli arrangiamenti sono belli, precisi ed avvincenti, soprattutto nell’inciso, dove, i coretti da stadio ed i “clap” di mani, coronano il tutto.

I Canova l’ occasione possono davvero trovarla ma qualcosa ancora non convince. Rimaniamo fiduciosi sul disco e speriamo che i giovani milanesi prendano una direzione più delineata. Pop o Indie che sia.