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Le note dei White Acid Rainbow

whithe acid rainbowDa una comune passione per la musica prendono forma nel 2006  i White Acid Rainbow. Il gruppo si mette subito all’opera collezionando diverse presenze nel territorio palermitano e tenendosi sempre attivi nell’ambiente live partecipando a contest e festival.

Con questa forte passione ecco che la band dà alla luce l’ EP “White Acid Rainbow”, la raccolta di lavori e fatiche in un unico disco rappresentato come un racconto, in termini di evoluzione musicale della band.  Sette brani per sette dosi di incisiva forza, mista a psichedelica introspezione, pronti a far presa ed interagire in uno spazio tridimensionale aperto ed accessibile.
La musica che i quattro ragazzi presentano, con la dovuta attenzione, raccoglie e mostra la capacità di ricreare quell’immaginaria atmosfera in cui si immergono i musicisti.
I brani, sia in lingua inglese che in italiano, sono un’evidente prova di fantasia e voglia di sperimentare.  Si riesce così a spaziare e viaggiare con inventiva e creatività verso un nuovo sound che regala non solo qualcosa di buono da ascoltare, ma anche delle immagini che cambiano e si modificano senza soffermarsi in un unico disegno prestabilito.  La band in questo modo riesce ad aprire davanti a sé più porte e più uscite grazie alle scelte coraggiose ed ambiziose che propongono un ambiente originale e proprio.
Tra i brani scoviamo “9 passi nel Sahara”, caratterizzata da una sorprendente atmosfera intima e profonda; il ritmo lento fino a metà del pezzo è dominato da un rock psichedelico persuasivo e delicato che conduce ai volumi della seconda parte: i suoni si accendono con coerenza e vengono arricchiti da una chitarra ben coordinata al suono del piano che far venir fuori una soluzione perfetta.
Voce e chitarra sempre in sintonia, basso e batteria perfettamente sposati, il tutto calcolato nelle giuste proporzioni. Anche “Miss Dope” e “Sturm” danno delle buone impressioni per il ritmo deciso e vivo della prima ed al passo creativo equilibrato della seconda, che gioca molto sulle distorsioni degne e capaci di rendere melodie semplici ma intense e toccanti..

Una ventata di novità arriva dunque dalla cittadina madonita. I White Acid Raindow con sicurezza contribuiscono a tenere in buona salute l’ambiente musicale palermitano e non solo. Un originale spazio ricreato in un progetto pieno di personalità.
La band va tenuta d’occhio dal momento che il progetto potrebbe riscontrare successo nel mercato musicale.
In bocca al lupo da Rock Revolution!

Tracklist:
01. Crisalide
02. The county of wiltshire
03. 9 Passi nel sahara
04. Sturm un drang
05. Perlace
06. Verità striscianti
07. Miss dope

Line up:
Giovanni Baggesi: Guitar
Roberto Boomo: Bass
Lino Mogavero: Vox, Guitar
Walter Mogavero. Drums,Synth,Vox

MySpace: http://www.myspace.com/whiteacidrainbow

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

I Wildroads esordiscono con un interessante EP

Wild RoadsTanti sono i dischi ed i lavori che giungono in redazione e con piacere confermiamo che il nostro paese è pieno di band in grado di scrivere, proporre e trasmettere sensazioni attraverso la musica. Dalle band più note a quelle emergenti, in tantissimi casi si dimostra che la qualità musicale italiana occupa una buona posizione. Spesso si è alla ricerca dell’originalità o alla creazione di nuovi generi o sound, ma cosa succede quando cinque capaci musicisti si riuniscono e propongono quella giusta carica di adrenalina tipica degli anni 80 e nonostante tutto riescono a colpire?  I Wildroads sono riusciti a riproporre la potenza ed il dinamismo che era tanto in voga in quegli anni li, e partoriscono così  il loro primo lavoro autoprodotto.

Sono cinque i brani, in lingua inglese, che scivolano in un ambiente che punta ad un’aggressività controllata e matura. I suoni di chitarra scivolano fluidi durante il secondo brano, “Wildroads”, un brano che riesce a colpire per il dinamismo che trasmette, grazie a cambi di ritmo e tempi imprevedibili, quasi come se si volesse tenere viva l’attenzione di chi ascolta e l’assolo finale tende ad emozionare e sconvolgere piacevolmente. Allo stesso modo queste scariche rock spiccano in ogni pezzo, ad esempio quello che si prova durante l’ascolto di  “She has been cheated” è una sorta di moto, specie in quei momenti strumentali in cui suoni così bene appostati e miscelati meritano di essere ascoltati trattenendo il fiato.
Poi si arriva alla terza traccia,“Re-live my life”  un pezzo tranquillo che, sorprendentemente, affascina. E’ uno di quei brani che in un disco del genere non poteva mancare, un indice della marcata professionalità dimostrata anche nei brani precedenti, uno di quei brani il cui ascolto suscita una forte emozione accompagnata da brividi, in particolar modo durante l’assolo, forte e davvero emozionante.

Anche la qualità non è male, nonostante l’autoproduzione e sinceramente è un lavoro che non và assolutamente sottovalutato, oltre a dover essere una grande soddisfazione per la band. Speriamo che la forte potenzialità di questi rocker possa fare strada ed essere notata con un occhio di riguardo. Con una giusta produzione ed una buona etichetta il prossimo album potrebbe approdare nei migliori Music Store.Un grande “in bocca al lupo” da Rock Revolution!

Tracklist:
01. Rider of the Sunset
02. Wildroads
03. She has been cheated
04. Re-live my life
05. Sick Soul

LineUp:
Nick Capitini: Chitarra ritmica e solista
Giulio Antonelli: Chitarra ritmica e solista
Michael Cavallini: Voce
Alessandro Lupo: Basso
Simone Baldi: Batteria e percussioni

MySpace: http://www.myspace.com/wildroadsband