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Onryou: sulle note degli Ingraved

ingravedLa tradizione giapponese vuole che Onryō (怨霊) o Onryou sia uno spirito che, tornando nel mondo dei vivi, ricerca vendetta. Una volta defunti questi spiriti mitologici accumulano la forza e la potenza che in vita non possedevano e tale potere si alimenta dall’amore, dall’odio, dalla gelosia o da quei sentimenti che si amplificano e si rinforzano traducendosi appunto in potenza.

Questa è l’ideologia usata dagli Ingraved che con questo ultimo disco si rimettono in gioco e tornano più carichi e più forti, proprio come un Onryou. La band, la cui produzione del disco è di etichetta tedesca, si immerge nel mondo del metal con estrema convinzione, affermando la propria musica con la giusta energia e ardore. Disegno e finalità sono tutte da ritrovare nell’interesse della band di affondare e penetrare negli animi dell’ascoltatore trasmettendo un messaggio ed instaurando quasi un contatto interiore. La voglia di mostrare ed urlare al mondo la propria vitalità e carica si palesa già durante l’ascolto dei primi brani in cui gli arrangiamenti maestosi ed imponenti vengono costruiti sullo sfondo di uno scenario in cui le chitarre trasmettono forte enfasi, confondendosi e perdendosi nei momenti veloci e duri orientati fortemente verso un Metal/Hardcore di stile, ricercato e realizzato da suoni ben piazzati e livellati. La vocalità ruggente e possente riesce ad imprimere ed incidere in diversi momenti un suo marchio ed i volontari cambi di mood che potrebbero disorientare al contrario arricchiscono e rendono imprevedibile ed interessante lo stile degli Ingraved. Onryou è un album godibile nel suo genere, un disco che spacca ed evidenzia la grinta e l’agilità dei cinque musicisti capaci di osare con esperienza al punto giusto senza forzature né eccessi.

Gli amanti del genere sentiranno un risveglio di emozioni ed entreranno in sintonia con gli Ingraved che cercano in ogni momento di stabilire un contatto con l’anima di chi li ascolta.

Tracklist

01. Bad Karma
02. Onryou
03. Kawaii
04. The Burden
05. Cold Black Fingers
06. Tsuna-me
07. Redemption
08. Showtime For My Apocalypse
09. The Cure
10. Of A Promise Broken

Line Up :
Tony Gianfreda (Vocals)
Donatello Chirico (Drums)
Gian Spalluto (Guitars)
Martin Sarcinella (Guitars)
Sandro Nannavecchia (Bass)

On MySpace: www.myspace.com/ingravedband

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

“Giudizio universale”: il disco degli OverFourteen

OverFourteenLa band degli OverFourteen nasce nel 2006, la sua stabilità la trova già nel 2007, sia per quanto riguarda la line up che per lo stile artistico e musicale che comincia a delinearsi. La band si mette subito al lavoro collezionando un gran numero di presenze live e dedicandosi a questo primo album. “Giudizio universale” è un album costituito da 9 accesi brani, il cui genere può facilmente essere definito molto vicino al Rock degli anni ‘80.

Riff travolgenti, suoni intensi e carichi, questa la sonorità offerta dall’album nel quale gli OverFourteen riescono a dare il giusto bilanciamento creando suoni che si intrecciano e si intersecano senza mai sopraffarsi a vicenda. Ogni strumento ha il suo momento e si mette in gioco alternandosi con gli altri ma lasciando il dovuto spazio alla voce. E’ evidente inoltre come nei brani, caratterizzati da sonorità vivamente progressive, non si risparmiano mai a quei lunghi e piacevoli assoli che rimandano ad una viva voglia di fare rock, e che gli amanti del genere potranno profondamente apprezzare. Quest’intensa carica è data già dalla prima traccia “Giudizio universale”, non soltanto per la voce avvolgente ed efficace, ma anche per quell’energetico assolo di chitarra che si ascolta dopo il terzo minuto. In “Paura di vivere” è intrigante l’inizio, un riff di chitarra morbido e graduale seguito da un’eccellente esecuzione del basso che con raffinatezza accompagna la voce. Una sonorità ben studiata che viene volutamente cambiata a circa metà del brano lasciando invece spazio a note più dure e determinate che vengono mantenute fino alla decisiva conclusione della traccia che si chiude con un assolo di chitarra al quale non si rinuncia mai. Un medesimo richiamo agli anni ‘80 è presente anche nell’intrigante “The witch” nel quale questa volta la band ha preferito proporre un testo in lingua inglese. Anche qui la parte strumentale predomina sul brano evidenziando ancora una volta la bravura di ogni componente. L’ennesima dimostrazione di quanto la band abbia a cuore la parte strumentale è data dalla sesta traccia “Route sixty six”. Qui, dove la voce è del tutto assente, si preferisce dare libero sfogo agli strumenti che partecipano e si esprimono in successione regalando in complesso un brano che vale veramente la pena di ascoltare.

Degna di nota è la scelta della band di supportare l’ Onlus MeWe, fondazione che si occupa di sostenere un orfanotrofio nel Ghana, offrendo il 30% dei ricavati. Un motivo in più che ci spinge a sostenere la band ed a consigliare vivamente l’album, 43 minuti di buona musica ed un atto di solidarietà al tempo stesso!
Ancora complimenti da Rock Revolution!

Tracklist:
1. Giudizio universale
2. La paura di vivere
3. The witch
4. Super Flash
5. Wc
6. Route sixty six
7. Cosa le dirò
8. Lunapark
9. Fire in the room

La Band:
Fabio Foroni: Tastiera
Mauro Coluzza: Chitarra ritmica e solista
Massimo Frascarelli: Batteria
Stefano Folchi: Basso
Stefano Rinelli: Autore, Voce solista

MySpace: http://www.myspace.com/overblog
Sito Web: http://www.overfourteen.eu

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

Ossi Duri, qualità e sonorità di classe.

Ossi DuriGli Ossi Duri sono una band formata da cinque giovani musicisti dell’età compresa tra 22 e i 27 anni. Nati nel ’92 per gioco, quando Martin e Ruben avevano appena 8 e 6 anni, hanno cominciato ad esibirsi per feste scolastiche e di compleanno. Nel ’93 hanno iniziato le loro esibizioni dal vivo in alcuni locali della loro area proponendo un repertorio di brani originali. Dal ’94 hanno inserito anche Leggi il resto di questo articolo »

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