Articoli marcati con tag ‘nome-m’

MiSaCheNevica: esce il primo EP “La mia prima guerra fredda”

MiSaCheNevicaUna buona proposta la ritroviamo in questo EP d’esordio dei MiSaCheNevica a cui appartengono musicisti non di certo alle prime armi, ed alcuni reduci della band precedente, Disfunzione, alla quale partecipavano gli stessi Walter ed Antonio ma con un’altra formazione.

“La mia prima guerra fredda” è il primo assaggio concesso dalla giovane band che con cinque brani offrono un sound diretto e conciso tendente al Rock/pop. E’ stato scelto l’italiano come lingua prediletta, una saggia decisione se l’intento è quello di rendere fluidi e comprensibili i brani che mostrano già una certa scioltezza. Non potevano fare altrimenti dal momento che la band veneta ci tiene all’utilizzo dei propri brani per alimentare il piacere di raccontare e creare con la nostra lingua ambienti e situazioni destinati a restare impressi. La band si muove così verso l’idea di rendere all’Italia delle novità musicali.
Bravi, non c’è dubbio. Dovrebbero però affinare questa ricerca musicale portandosi verso un sound più personale ed identificativo. Crediamo che il trio sia sulla buona strada vista la grande preparazione musicale e tecnica che ha già creato una solida base su cui costruire e rinforzare la propria concezione musicale.

Tracklist, La mia prima guerra fredda
01. La crisi dei vampiri
02. Riduzione del danno
03. Gomez
04. 1984
05. Silvia Silver

Walter  – Voce, Chitarra
Antonio Marco  – Batteria, Cori
Marco Love  – Basso, Cori, Chitarra

MySpace: http://www.myspace.com/misachenevica

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

“Surrogati, silenzi e altre amenità necessarie” di Marco Messineo

messineo“Surrogati, silenzi e altre amenità necessarie” è il terzo lavoro, dopo gli ep “Le più nere speranze” e “Scatola Nera”, Marco Messineo ne è il fautore, sia dei testi che delle composizioni musicali, assieme alla collaborazione di Gregorio Caimi, Dario Li Voti, Giacomo Buffa, Alfredo Giammanco e Claudia Marchetti.

I nove brani che ne fanno parte sono la prova dell’impegno e della passione che spinge Marco a scrivere usando parole schiette e sincere sommerse in atmosfere razionali. Si punta ad un rock leggero al quale però viene dato meno spazio rispetto alla voce, sempre protagonista ed in primo piano. Ciò che emerge dall’ascolto dell’album e evidentemente l’emozione dell’autore che conduce la propria voce verso suoni e tonalità sospesi in ambienti il cui clima talvolta è lento e malinconico, altre volte più duro e deciso. I brani sono belli all’ascolto ed anche abbastanza personalizzati sebbene lo stesso disco richieda più ascolti per poter essere in pieno apprezzato. Invece emerge immediatamente la capacità di Marco di trasformare ogni brano verso toni quasi colloquiali, rivolgendosi all’ascoltatore e facendolo sentire più presente e coinvolto, brano dopo brano.  In sottofondo poi i suoni delicati e curati contribuiscono a dare maggiore espressione alle parole. Nella voce, nelle melodie e nei testi compare dunque il grande interesse dell’autore di far sentire la propria freschezza, le proprie motivazioni e i propri pensieri. Così i brani portano alla luce un lato sia affettivo che disinvolto al tempo stesso, in grado di legarsi facilmente alle sonorità mature e decise.

Marco Messineo è un bravo musicista ed ottimo cantante che ha coltivato la sua esperienza e sapienza musicale con piacere. Egli propone un “cantautorato” delicato e sensibile diretto sicuramente ad un pubblico maturo che potrà gradire ed apprezzare l’intero contenuto dell’album.

Tracklist:
01. Come un ricordo dalla faccia cattiva
02. Non sono il tuo stereotipo ideale
03. Politichese
04. E’ come sanguinare
05 Contro le forze del male
06. Il capodanno del ’99
07. Per perdere ogni rima
08. Ed era questa la rivoluzione che avevamo tanto atteso
09. Dal giornale di domani

Con la collaborazione di:
Gregorio Caimi, (alle chitarre e alla produzione)
Dario Li Voti (alla batteria)
Giacomo Buffa (al basso e al contrabbasso)
Alfredo Giammanco (alle tastiere)
Claudia Marchetti (alle chitarre)

MySPace: http://www.myspace.com/marcomessineo

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

Il Mare Ci Salirà Negli Occhi: l’album dei Miavagadilania

miavagadilaniaLa band dei Miavagadilania nasce nel 2005 e colleziona diversi eventi live costruendo un buon curriculum musicale seguito dalla produzione del primo ep dal titolo “Sei nata”, ottimamente recensito dai principali webzine. Nel 2009 terminano le registrazioni dell’album “Il mare ci salirà negli occhi”, che uscirà poi nel 2010. Un rock magnetico e sensuale, ma allo stesso tempo grigio ed aspro, un miscuglio di caratteri contrastanti che inseriti in un giusto ordine creano quel momento psicologico caratterizzante della band.

L’album è composto da dieci brani per una durata complessiva di circa 50 minuti. Per tutto il tempo dell’ ascolto ci si accorge di come l’idea di trasmettere una certa maturità musicale sia stata quasi raggiunta, senza però esagerazioni.
I brani, ascolto dopo ascolto, sono capaci di influenzare e trasportare delle emozioni interiori che trasformano il disco in un insieme di note leggere e pure accarezzate da una voce altrettanto sincera che è quella di Claudio, idealmente studiata per un sound fluido e potremmo dire quasi poetico.
Ciò che trapela tra le note di questo lavoro è un’immensa malinconia che viene manifestata da una innaturale e superficiale quiete, che lascia nonostante tutto un filo sottile di speranza. I temi ed i testi si coordinano dunque con un ambiente di luce soffusa ed opaca, dotato di note raffinatamente condite e sempre piacevolmente orecchiabili.

I quattro musicisti sono bravi utori di un buon album che può piacere ad un certo pubblico amante di ambienti morbidi ed intimi. La band è sulla buona strada e con questo album riesce a lasciare una buona impressione dopo un paio di ascolti.

TRACKLIST
01. Scintille
02. Nau
03. Non È Vero
04. Notte Illune
05. Fili Rossi
06. Solo Come Addio
07. Demoni
08. Metti Che La Felicità
09. L’equilibrio
10. Il Mare Ci Salirà Negli Occhi

Formazione:
Claudio papa: voce e chitarra
Elena Capolongo: chitarra
Luca Oliverio: batteria
Alessio Calivi: basso

Sito Web: www.miavagadilania.com
MySpace: http://www.myspace.com/miavagadilania

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

Ecco l’ultimo EP dei Matley

matleyDopo un periodo di instabilità di line up la band dei Matley raggiunge la formazione definitiva nel 2008. Band dedita ad un rock alternativo dalle forti influenze metal, la prima impressione è quella di un gruppo determinato e pronto a divulgare la propria musica con forte determinazione. Determinazione che li ha portati alla realizzazione del terzo lavoro: si tratta di un ep, uscito nel 2009, che abbiamo ascoltato ed apprezzato sia per il genere che per la tecnica e la capacità musicale e compositiva della band.

L’ EP è composto da 4 brani, tutti in lingua inglese, la lingua che più si adegua al genere stesso. Complessivamente si tratta di quattro pezzi che non dovrebbero dispiacere agli amanti del metal o comunque a chi preferisce un genere di musica dal carattere forte. Si ritrova nell’ep un impasto accattivante e vario, canzoni che spaccano, piene ed energetiche. I ragazzi hanno dimostrato di saper gestire ed equilibrare suoni e volumi producendo un buon disco. Apprezzabile è la chitarra che con i suoi suoni graffianti riesce a rafforzare quella sensazione di forza e determinazione che si intende comunicare. Molto si deve al basso che in alcuni momenti si rende protagonista risultando necessario assieme all’immancabile batteria.
Il lavoro dei Matley potrebbe essere una soddisfazione e consigliamo di continuare con la stessa determinazione che trapela da questo Ep. Attendiamo dunque un nuovo lavoro, nella speranza che sia un album con una decina di brani da ascoltare e da gustare più a lungo.

EP [2009]
01.You’ll Die Next
02.Cold Shiver
03 Prophet
04.Outro

Line Up:
Igor: voce
Vinz: Chitarra
Iggor: Basso
Mimmo: Batteria

MySpace: http://www.myspace.com/matley1

Bruco: l’ultimo lavoro dei Med In Itali

bruco - med in italiIl progetto dei Med In Itali, formatosi e completato in più palchi italiani, ha inizio tra le strade dell’Irlanda da un’idea di Niccolò Maffei, la cui voce è fulcro della band, e Matteo Bessone, batterista.A caratterizzare e definire lo stile della band è la capacità di abbracciare più generi dando forma, partendo da diverse sfumature, ad un sound ramificato e difficilmente etichettabile, le cui basi vanno ricercate nel Jazz e nel Rock allo stesso tempo.

I Med In Itali amano creare diverse atmosfere che si incontrano creando una sensazione di naturalezza e spontaneità. Dai buoni presupposti tracciabili nel primo lavoro (Soluzione, 2009) i Med In Itali propongono cinque intensi brani raccolti in un Ep, intitolato ”Bruco”.Da ogni traccia emerge un grande senso ritmico rivolto ad un pubblico vasto e variegato, al quale si offre un sound finemente ed elegantemente studiato da ogni prospettiva.Grande è il lavoro della voce, bella ed atta a dare quello che risulta essere un ascolto assolutamente gradevole ed i pezzi meritano di essere ascoltati ed apprezzati lentamente, uno per uno.
“Intro-se” è il primo: si apprezza subito un sax che suona rotondo e melodico e che risulterà funzionale in ogni brano. Il primo minuto regala interessanti frasi ritmiche e vengono accarezzate dalla voce che dopo il primo minuto nutre il brano di piacevoli sapori. Un pezzo immediato e risoluto, colmo di ritmate combinazioni.
Ciò che si ascolta in “Soluzione al tempo” è interezza ed espressione artistica di qualità e lo percepiamo nei diversi momenti nei quali vengono espressi interessanti arrangiamenti ed altrettante formule ritmiche. Le stesse impressioni si ritrovano anche in “Svanita Paura” in cui espressioni studiate ed affinate sono l’ennesima prova della ormai consolidata validità musicale. “Armonici” è un brano forte che riesce a coinvolgere l’ascoltatore a tal punto da farlo sentire parte di esso. E’ infatti dall’ascolto di questo brano che all’ascoltatore si trasmette il bisogno di suonare o partecipare in qualche modo a questo ritmo, tanto che risulta quasi inevitabile tener il tempo col piede o muovere a ritmo il capo.

Complessivamente l’intero lavoro non è soltanto il risultato di una maturità musicale che i musicisti sono stati in grado di coltivare appieno, ma molto di più: si suona con esperienza e passione per quello che si scrive e che si crea, due ingredienti che, se messi assieme, possono tradursi in qualità. La band è completa e pronta a portare avanti un progetto che vede diversi orizzonti, una prova riuscita ed estremamente gradevole.
Complimenti!

Line-up:
Niccolò Maffei (chitarra e voce)
Matteo Bessone (batteria)
Milton Minervino (basso)
Luca Zennaro (sax)

Tracklist:
1. Intro-Se
2. Soluzione al tempo
3. Svanita paura
4. Armonici
5. Senso
6. Centrale Elettrica

MySpace: http://www.myspace.com/meidinitali

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

Mores: Il mio show

MoresAncora una volta ci troviamo di fronte ad una rock band che predilige l’italiano, dimostrazione che il rock italiano non è in discesa come molti pensano. Parliamo questa volta dei Mores, una band di recentissima formazione che è già al suo primo lavoro discografico: “Il mio show”. Da un progetto nato nel 2008 infatti i Mores  propongono un album, registrato presso il Feel Good di Milano, rappresentato da ben 15 interessanti tracce e da un deciso clima rock.

Un sound che si avvicina al sempre più diffuso brit-rock, una musicalità che, con bravura, è stata proposta in lingua italiana, ultimamente favorita all’inglese come già accennato; fa sempre piacere scoprire come la musica italiana si mantenga attiva e viva tra le band emergenti.
In questo lavoro ci si imbatte in testi che si rivelano all’altezza della musica, caratterizzata essa stessa da spunti strumentali interessanti, come quelli  che possiamo apprezzare in “La preda” o “L’incudine”, o ancora da arrangiamenti eseguiti con fermezza e voglia di mettersi in discussione, come in “Ancora nevica”.  I Mores sono in grado di dare pepe ad ogni pezzo con sfrontatezza, dall’energetica “Libera” alla suggestiva “Ancora nevica”. Quindici brani attraverso i quali spicca una voce impeccabile e dal tono appropriato che rende ottima la traccia “Circe”; discorso a parte merita la coinvolgente “Radio bambolina” che propone all’ascoltatore un sound immediato e piuttosto equilibrato. Particolarmente bravo poi è il bassista che non si limita a restare in disparte come accompagnamento ma sceglie di farsi ascoltare, di essere presente e dare sapore ad ogni brano. Testi che si lasciano tranquillamente ascoltare e un sound deciso rendono  “Il mio show” indubbiamente un buon disco di rock italiano.
I Mores dimostrano un’ottima preparazione tecnica e tanta voglia di suonare ed esprimersi.

Nessuna pecca, solo complimenti ed i più vivi auguri da Rock Revolution!

Tracklist:
1.Binari del vento
2.Radio bambolina
3.L’incudine
4.Mare di luglio
5.Senza una certezza
6.Alter ego
7.Libera
8.La preda
9.Circe
10.Laura
11.Ancora nevica
12.In un attimo
13.Come sulla seta
14.Viola fra i diamanti
15.Il mio show

Componenti:
Massimo Severo Sestu: voce e chitarra
Gianluca Porcu: basso
Carlo Pippia: batteria

MySpace: http://www.myspace.com/morestheband

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

MANO-VEGA: dal rock all’elettronica

manovegaRock alternativo e metal proseguono fino all’elettronica dando vita ad un sound psichedelico e misterioso che è  proprio quello dei Mano-Vega. Una vena creativa da non sottovalutare si ritrova nell’album “Nel mezzo”, un approccio miscelante che tende a mescolare influenze eterogenee e variegate .

Con i sei anni di duro lavoro,  dal 2004 al 2010, non nasce soltanto un album composto da nove tracce, ma molto più perché ciò che i Mano-Vega propongono è un’identità sonora che supera ogni aspettativa e se la copertina dell’album è già una buona premessa (si sa che anche l’occhio vuole la sua parte), si lascia intendere che ci troviamo di fronte ad un opera ben fatta, ovvero ben progettata e curata in ogni aspetto (estetico e non) e ben costruita in termini tecnico-musicali: un lavoro completo.
La voce, adatta e ben inserita oltre che opportunamente spettrale, riesce a far emergere quel tratto poetico che si amalgama in modo sorprendente a quel genere che rappresenta l’identità della band. I suoni vagano nello spazio dando l’idea di profondità ad ogni pezzo e creando quello stesso ambiente spettrale di cui si parlava poco prima riguardo la voce. Le note vengono shakerate conducendo un continuo gioco tra musica e voce il cui risultato lascia un’ immagine di iniziale quiete, preludio di un improvviso temporale. Un merito và sicuramente riconosciuto per l’uso dell’italiano e senza dubbio sarà una vittoria per i Mano-Vega riuscire a dimostrare che non c’è barriera tra la nostra lingua e la musica rock/elettronica.
La singolarità dei suoni e questa conquista di originalità offrono una soluzione che non permette di annoiarsi all’ascolto. Senza dubbio è uno dei gruppi musicali più originali ed interessanti con buone probabilità di emergere.
Per concludere dunque consigliamo vivamente l’ascolto del cd tutto d’un fiato e di visitare il MySpace della band: http://www.myspace.com/manovega

Nel Mezzo:
1. Ondanomala
2. La prova del vuoto
3. Nel Mezzo
4. Sfere
5. Sinestesia
6. Dal rosso al blu
7. Opus
8. Magnum Opus
9. Dal nero al bianco

I Mano-Vega sono:
Valerio D’Anna (voce – piano – synth – handsonic – programmazioni)
Giovanni Macioce (chitarra – fx – theremin)
Lorenzo Mantova (Basso fx )
Andrea Scala (batteria – formazione live)