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Gli Aedi esordiscono con: “Aedi met Heidi”

aediAvete presente quella sensazione che avvolge con calore e trasporta in un viaggio epico e fantastico, un ambiente surreale dove i suoni e le vibrazioni si trasformano in forme tanto naturali quanto astratte, come un filo di vento, l’odore del mare, la luminosità della neve, la freschezza dell’aria..

“Aedi met Heidi” è tutto questo e gli Aedi, sono scrittori, poeti, cantastorie, o semplicemente dei musicisti che hanno trovato una via alternativa su cui porre le basi della propria musica e solidificarla, plasmarla, per prenderne il pieno possesso e creare un lavoro grandioso e unico. Senza voler esagerare in merito, diciamo subito che sensazioni così piene riescono a scavare nell’animo di chi ascolta, permettendo di vivere la musica con gli Aedi. La splendida voce di Celeste penetra profonda e fluisce indisturbata finchè le nostre menti si aprono e lasciano libero accesso alla fantasia. Ambienti fiabeschi in cui l’ingenua fanciulla come Biancaneve inconsapevole della vicinanza del suo principe, canta e si libera di ogni pensiero e paura, aprendo il cuore alla natura ed agli esseri naturali che la circondano e la avvolgono. Una ventata di calda primavera dopo un freddo ed oscuro inverno, lo splendore del sole dopo un giorno cupo e di pioggia, l’appiattirsi del mare dopo un forte temporale. Ecco come ogni brano trasforma i suoni in ambienti e serenità. La tecnica compositiva è impeccabile, unica e personale. La band ha giocato bene durante questi anni e dopo diversi esperimenti ha trovato la strategia per fare centro. “Aedi met Heidi” è un album che di banale e scontato non ha nulla, un disco che racchiude un innocente e genuino Rock/Pop, trasformato e perfezionato con attenzione e cura, studiato per avere classe, eleganza e raffinatezza e poi posizionato su un piedistallo per essere osservato e sorprendere i visitatori…

Suscitare così tante emozioni insieme non è facile ed è lo scopo di ogni artista, in ambito musicale, poetico, monumentale ed in ogni genere di arte. Ecco perchè definiamo gli Aedi come dei grandi artisti che ci auguriamo non incontrino difficoltà lungo il loro percorso musicale.  Particolari complimenti da Rock Revolution

Tracklist:
01. Easy easy tale
02. On the second floor
03. She is happy
04. Peter and Clara
05. Monster
06. Black Keys
07. Geometric plane
08. Heidi
09. The history of a funky nanny goat
10. Tin tun tan

Formazione:
Celeste Carboni: voce, tastiere, clarinetto
Paolo Ticà’ : chitarra, sinth, casio, timpano
Jones Piu: basso
Claudio Innamorati: chitarra, glockenspiel
Filippo Tacchi: batteria

MySpace: http://www.myspace.com/aedimusic
Sito Web: http://www.aedimusic.com/

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

Alberto Donatelli: “Non calpestare il mio giardino”

Alberto DonatelliIl cd di Alberto Donatelli, contenente 11 canzoni inedite, 5 videoclip e 4 tracce video live (2008) è ricco di materiale da ascoltare e da guardare, un bel regalo per i fans e in particolar modo le fans, che avranno la possibilità di apprezzare Alberto Donatelli in live oltre ad ascoltare la bella sua piacevole prestazione vocale.

La musica cantautorale italiana continua a riscuotere un modesto successo. Quando poi si ascolta un disco come “Non calpestare il mio giardino” appare inevitabilmente un sorriso. Questo perchè il rock italiano continua ad esistere anche dietro le quinte e non soltanto sui palchi di dei grandi artisti di cui il nostro paese già si vanta. Alberto ha realizzato l’album con impegno e senza giri di parole, segno di chi ha le idee chiare sul proprio percorso e sulla rispettiva meta. Il cantautore romano compone brani da ormai 15 anni ed è un peccato che il suo nome ad oggi non sia popolare quanto dovrebbe. Gli 11 brani che ascoltiamo sono intensi ed energici, pieni di influenze evidentemente rock anche se con alcune sfumature un po’ più commerciali.
L’album in questione, la cui uscita risale al maggio del 2009, dimostra dunque una buona esperienza compositiva che risente molto delle numerose influenze dell’autore.
Suoni aperti e nudi, semplici ed orecchiabili, giustamente sposati a testi i cui i temi non cadono troppo sul banale. La voce soprattutto è unica protagonista dell’album, si presta ad una tonalità bassa e roca quanto basta a far emergere emozioni e sensazioni dai contenuti dei brani ed ha un timbro che sa lasciare le sue buone impressioni.Un importante elemento che avrebbe potuto essere risolutivo poteva essere la presenza di un tocco più personale ed originale, un aspetto che avrebbe fatto salire di un gradino la già buona qualità del disco.

In complesso l’album è stato realizzato con grinta e voglia di farsi sentire, alimentati dal sogno di un cantautore di affermarsi. Speriamo a tal proposito che Rock Revolution porti fortuna ed alta visibilità ad un maturo cantautore quale Alberto Donatelli.

TrackList:
01. Il trailer (del mio giardino)
02. Va be’
03. Merda, vermi e fango
04. Sei un fiore
05. 8 Stagioni
06. Siamo solo il ricordo degli altri
07. Quando ti ho conosciuto
08. 15 anni fa
09. Semplice
10. Odio maggiore
11. Sei un fiore (f-Light version)

Videoclip
* 8 Stagioni
* Sei un fiore
* Voglio Fumare
* Semplice
* Io mi drogo spesso

Video “LIVE”
* Un’altra direzione
* Amo anche odiarti
* Dio mi spieghi
* Pochi giorni senza te

On MySpace: www.myspace.com/donatellialberto
On WebSite: http://www.albertodonatelli.it/

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

Arbe Garbe & Chadbourne: “The great prova”

ArbeGarbeSe a qualcuno saltasse in mente la brillante idea di mischiare del buon punk e del folk popolare, sappia che ormai  è tardi perché gli Arbe Garbe  ci hanno già pensato. Un nome che ha fatto il giro dell’Europa e ha calpestato diversi palchi, una band frizzante ed allegra che vanta  tantissime date, tantissime presenze ed altrettante valide collaborazioni.

“Agropunk”, cosi definiscono il proprio stile, una miscela di rock/punk e tanti costumi del proprio paese e non solo. Una voglia di viaggiare alla scoperta di tradizioni di ogni genere, questo è ciò che trapela dagli Arbe Garbe che usano la propria musica dal sapore fortemente folk per sperimentare, imparare, tramandare. Ogni pretesto per i Arbe Garbe è buono per salire sul palco ed offrire al pubblico un’intensa carica fino a colpire sul profondo richiamando senza vergogna le tradizioni di ogni paese da loro visitato, puntando dritto al cuore. Un’idea geniale e sorprendente, quella di spaziare dal Rock al Folk avvicinando ed intrecciando due generi a tal punto da crearne un unico. Lasciano un segno in ogni palco che incontrano e portano dietro un ricordo ed una tradizione o costume da raccontare in un nuovo pezzo.
E da un passato decisamente attivo e vivo ecco dare alla luce il loro sesto lavoro: “The great prova” registrato completamente dal vivo e ricco di sorprese e vitalità. Il lavoro vede coinvolto il noto chitarrista americano Eugene Chadbourne, una presenza che amplifica l’iniziativa già singolare e geniale che gli Arbe Garbe propongono.
Nel disco, pieno ed intenso, la band promuove l’uso di diverse lingue e dialetti, dalla propria friulana, compresa a quella beneciana (minoranza slovena del Friuli), a quella di altre località richiamando le tradizioni popolari che gli Arbe Garbe hanno incontrato durante i loro viaggi.  Un disco espansivo e pieno di imprevisti e novità, in cui nulla è mai ovvio né scontato ed invece tutto è una sorpresa . Il disco è ben realizzato proprio per  la spontaneità e l’improvvisazione che solo il live può offrire riuscendo a  mettere in risalto anche la preparazione musicale di ogni componente .

Indubbiamente è una band originale in grado di coinvolgere maggiormente durante i  live rispetto all’ascolto  sul cd ed è per questo che lo staff di Rock Revolution si augura di avere presto  la possibilità di assistere ad un concerto degli Arbe Garbe.

Track list
01 Intro.
02 The Old Piano.
03 Vos Di Ploe.
04 Gastexe.
05 Why Kids Go To School.
06 Down The Drain.
07 Women Against Pornography.
08 Sawakkalakitcha.
09 Little Tunnel.
10 Cuk Se Je Ozenu.
11 Ollie’s Playhouse.
12 El Bus dal Cul Dal Mond.

Etichetta: CPSR produzioni

Componenti del gruppo:
Stefano Fattori – voce, mandolino
Federico Galvani – voce, fisarmonica
Flavio Zanuttini – voce, tromba
Toni Pagnut – violino, clarinetto, sax
Roberto Fabrizio – chitarra
Oscar Schwander – basso
Marco Bianchini – batteria

Con la partecipazione di Eugene Chadbourne

MySpace: http://www.myspace.com/arbegarbe
Sito Web: http://www.arbegarbe.com/

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

“Tempesta di Fiori”, il nuovo album di Andrea Chimenti

Tempesta di fiori“Credo che tutti i grandi cambiamenti, anche quelli improvvisi, inaspettati e apparentemente non voluti, siano, in qualche modo, preparati da tempo e desiderati nel profondo. È così che arriva inesorabile il giorno della “tempesta” dove tutto sembra crollare, ma in realtà tutto è destinato a cambiare forma..” Andrea Chimenti

Andrea può essere incluso tra i migliori cantautori della musica italiana e ne è prova non soltanto quest’ ultimo lavoro ma anche i precedenti che hanno visto la collaborazione di nomi di grande rilievo. Cantante dei Moda dal 1983 al 1989, un gruppo da considerarsi tra i progenitori del rock italiano insieme ai Litfiba e i Diaframma. Tra i collaboratori troviamo nella sua carriera musicale artisti come Piero Pelù e Nicoletta Pagalotti; da ricordare  anche il suo pezzo “Black Hole”,  inserito nel celebre film di Carlo Verdone “Sono pazzo di Iris Blond”. Insomma, un curriculum musicale decisamente invidiabile e la buona qualità compositiva colloca Andrea in un alto gradino della storia musicale italiana.
I brani restano sempre fedeli allo stile raffinato ed elegante ormai proprio del cantautore e la sua capacità  espressiva che si coglie dai suoi testi raggiunge un alto livello.
Quasi impossibile non cogliere la poesia che Andrea lascia facilmente trapelare dalle 12 tracce di cui è composto l’album e cosa ancor più interessante è l’abilità con la quale i brevi racconti vengono interpretati. Si tratta infatti di 12 racconti, piccoli comuni contesti  descritti attraverso importanti emozioni come tristezza, turbamento, malinconia ma anche sensazioni positive come la speranza, la forza, la fiducia… Tutte sensazioni che vedono come tema centrale dell’intero album il cambiamento improvviso nella vita di un uomo (dovuto a svariati motivi come un amore che nasce o che finisce, un abbandono, una nascita…..etc.)
“Tempesta di fiori” è in grado di porre l’ascoltatore faccia a faccia  con emozioni e sensazioni con cui tutti prima o poi ci troviamo a fare i conti. Parliamo ad esempio dell’imbarazzo che efficacemente  viene descritto in  “Stupido”, a chi non è mai capitato di sentirsi inadeguati, impacciati, spiazzati dalla presenza di una donna o di un uomo?
“Era di notte” invece ci mette di fronte ad una visione ottimistica, un abbandono che può essere superato guardando con ottimismo verso il futuro ed ammettendo comunque che non si può mai sapere cosa il futuro ci riserverà. E con un messaggio simile la dodicesima traccia consiglia di prendere il volo lasciando il resto alle spalle. “Lezioni pratiche di volo” è la descrizione di quel viaggio immaginario che un po’ tutti sicuramente hanno desiderato.
“Tempesta di fiori” è un’altra conferma dell’alto livello musicale e poetico dell’artista. Vedremo Andrea Chimeti in tour estivo per la presentazione dell’album.

TRACKLIST:
1.Era di notte
2.Il cielo si avvicina
3.Bellissima
4.Feroce e inerme
5.Stupido
6.Sangue
7.Delicato guerriero (dedicato a Francesco)
8.Tempesta di fiori
9.Perduto
10.Qualcosa cambierà
11.Vorrei incontrarti
12.Lezioni pratiche di volo

MySpace: http://www.myspace.com/andreachimenti

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]