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EXPLAIN: “Sguardo Distratto” disponibile da Febbraio 2011

EXPLAINL’EP di esordio, produzione artistica di Explain e Alessio Camagni (Ministri ed altri ancora) dal 1 Febbraio 2011 da e.e. produzioni, in tutti gli store digitali ed in CD.
Una giovane band che unisce sonorità indie rock ad inserti acustici, spesso con strumenti non usuali in ambito rock, come xilofoni ed il mandolino, suonato da Nico Zagaria, cantante della band. Gli Explain sono cresciuti con la musica di Radiohead, Beatles, il brit-pop degli anni ’90 e Afterhours, e, proprio con questi ultimi, condividono la stessa città d’origine: Milano, un luogo che non può non segnare ed influenzare chi ci nasce. “E’ una città totalizzante” racconta Nico “che entra prepotentemente nella vita delle persone. Alcuni di noi (tra cui io) sono cresciuti in periferia di Milano, in Barona, una terra di mezzo: sembra di stare in un paesino, sia dal punto di vista paesaggistico (con tutti i parchi e il verde), sia di quello della vita quotidiana: ci si conosce più o meno tutti dai tempi della scuola. Ma, d’altra parte, a due sole fermate della metropolitana c’è Porta Genova e ci si trova nel cuore della città, nella Milano che è nell’immaginario comune del resto d’Italia: gente che cammina velocemente e cemento. Per concludere, chi nasce in Barona è per metà cittadino e per metà paesano e l’utilizzo di strumenti acustici ed elettrici rappresenta queste due anime”. Insomma, una band da ascoltare e da vedere dal vivo, per cogliere le mille sfumature.

Tracklist:
1.Baciare I Guai
2. La Stanza
3. Sedie Scricchiolanti
4. Vanità Mostrata
5. Lo Scivolo D’Oro

Formazione:
Nico Zagaria (Voce, Chitarre, Mandolino)
Matt (Chitarre)
Futre (Basso)
Elio Rocca (Batteria)

Link: http://www.explainband.it

SELTON: Esce il secondo omonimo album e il maxisingle

seltonDopo il successo di “Banana A Milanesa” nuovo album per la band brasiliana: i Selton.
“Non lo so”, il singolo estratto, racconta di una coppia che comincia a capire che c’è qualcosa che non va nella sua storia d’amore. Non è una canzone triste, ma un modo ironico e leggero di vedere piccole situazione quotidiane che cambiano, chiari avvertimenti  di una storia che sta per finire. Lui però è tranquillo e canta come se sapesse che alla fine dei conti la vita continua. Una canzone casuale nata da una session improvvisata. Forse un esorcismo?

Un gruppo beat che sbarca in prima serata nel varietà del sabato sera, pronto a provare gli ingranaggi del pop italiano e ad affrontarne la metrica linguistica. Una cartolina in elegante bianco e nero, proveniente magari dagli anni sessanta del boom economico. I Selton sono però una realtà dei giorni nostri e arrivano per di più dal Sud America: sono infatti nati in una grande città brasiliana come Porto Alegre, ma la loro residenza attuale è a Milano. Dopo aver fatto la cosiddetta gavetta in Catalogna – Barcellona è stata la loro seconda patria – ed essere stati scoperti da Fabio Volo (che li scelse come band di studio del suo “Italo‐Spagnolo” su MTV), si aprì per questi quattro ragazzi la prospettiva di trovare nuovi stimoli e domicilio in Italia, dove arrivarono iniziando subito a suonare live, mettendo in carnet negli ultimi anni centinaia di concerti e diventando un piccolo fenomeno di culto. Chi li ha visti sul palco non li dimentica. La critica italiana li ha scoperti nel 2008, sperticandosi in lodi inizialmente per una fortunata rivisitazione di “Vengo Anch’io No Tu No”, del nostro medico preferito Enzo Jannacci. Questo non placò certo le ambizioni dei quattro, che decisero di rivedere secondo il proprio idioma alcune celebri interpretazioni di Dario Fo e Cochi e Renato. Come dire, folklore italiano che diviene materia di studio, in una reale concezione di musica dal mondo. Dopo il debutto “Banana A Milanesa” (edito da Barlumen Records, alla cui registrazione gli stessi Jannacci e Cochi e Renato diedero il loro contributo, quasi a consacrarli come propri cosmopoliti eredi) ora i nostri si concedono il salto, in lungo.
Registrato da Tommaso Colliva (il quinto uomo dei Calibro 35, nonché produttore di fama internazionale che ha curato dischi per Franz Ferdinand e Muse, tra gli altri) e Massimo Martellotta (chitarrista di Calibro 35), il nuovo disco è la logica evoluzione di un gruppo che ha compiuto la metamorfosi ultima, abbracciando infine l’italiano come lingua madre. Uno dei nostri migliori cantautori – Dente – li ha assistiti nell’adattamento dei testi in italiano (concepiti nell’idioma originale portoghese), dando così un impatto superlativo agli incastri vocali che hanno fatto ad oggi la fortuna della band. Ci sono i colori del sixties sound, la coralità tipica della west coast americana e le ovvie reminiscenze samba e tropicaliste nella musica dei Selton, una delle più avvincenti realtà del pop internazionale, non fosse altro per la loro spiccata capacità di confrontarsi con materiali altrui. Nel nuovo – omonimo – album le 13 canzoni sono autografe; istantanee di vita vissuta, scampoli di modernità che si ritrovano in un sound fresco, avvincente, dove i rigogliosi arrangiamenti si arricchiscono di strumenti ‘altri’ come il sitar ‐ dello stesso Massimo Martellotta in “Be Water” ‐ o il clarinetto di Enrico Gabrielli e il violino di Rodrigo d’Erasmo (Afterhours) in “Testa Quadrata”. Per il resto sono Daniel (voce, batteria, percussioni, Ricardo (voce, chitarra elettrica, tastiere, fender rhodes), Eduardo (basso e voce) e Ramiro (voce, chitarra classica ed elettrica) a menar le danze. E’ una musica affascinante nella sua leggerezza, sofisticata nella scrittura, puntuale nel mettere in circolo le più disparate influenze.   E’ un’estate perenne, sottile.

MySpace: http://www.myspace.com/seltonselton