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Ivan Mihaljevic & side effects: Destination Unknown

Mihaljevic IvanDall’ascolto di “Sandcastle” non avevamo dubbi sul talento compositivo e musicale del giovane chitarrista, ma Ivan ha voluto rimettersi alla prova riuscendo anche questa volta a dare conferma delle sue capacità degne delle alte aspettative alle quali si punta. E’ con piacere dunque che ci ascoltiamo le sue note e riproviamo i brividi che soltanto del Rock ben eseguito riesce ad offrire. Parliamo dell’ultima fatica di Ivan: Destination Unknown.

L’ulteriore conferma delle potenzialità che questo giovane musicista, sempre più sulle orme dei grandi chitarristi del rock, sta coltivando e lasciando crescere in dismisura. Lo stile, di alta qualità come nel primo disco che avevamo ascoltato e gustato, viene leggermente perfezionato da piccole differenze che in alcuni degli undici brani di cui è composto l’album incidono pur non cambiando la realtà musicale di Ivan, resa sempre più dinamica ed inattesa. Continuando dunque l’inevitabile confronto con il primo lavoro da solista, in Destination Unknown emerge facilmente una maggiore compattezza tra gli strumenti questa volta più coinvolti. Anche la voce dello stesso Ivan qui è più presente e pronta a rendere l’ambiente aperto ed più accessibile, frutto di un’ architettura sonora appositamente studiata ed ordinata. Così “Istant Star”, “The Course”, “Shadows” e soprattutto la magica “Post Apocaliptic” mettono a nudo le capacità vocali di Ivan, ma senza mai far dimenticare la sua grande capacità compositiva che si evidenzia in “The Pirates Song” o nella lenta “Sorry”, brani che ricordano la dedizione e la cura dell’autore. In particolare si scopre in “The Pirates Song” un talentuoso bassista, Majiki Jagunic, ed un ottimo batterista, Alen Frljak, che in “Your Plane Flew Away” come in ogni brano riesce ad esaltarlo e completarlo. Prova di come il chitarrista sia circondato da ottimi musicisti che hanno contribuito notevolmente a rendere l’album invitante e brillante. L’idea di alternare pezzi strumentali a brani cantati è ottima soprattutto perchè mantiene alto l’interesse dell’ascoltatore incuriosito, che non sa mai cosa aspettarsi dalla traccia successiva.

Un disco per nulla scontato e colmo di sorprese ed inattese. Un disco che dimostra quanto Ivan stia crescendo e maturando proseguendo un percorso con lo stesso zelo e impegno che avevamo già esaltato nella prima recensione. L’ennesima conferma che l’artista ha un futuro non trascurabile davanti a sé.

Tracklist:
01. Instant Star (Add Water)
02. The Curse
03. Choosh Pies
04. Post-apocalyptic Images
05. Dreamscapes
06. Shadows
07. The Pirate Song
08. Sorry Pt.I
09. Your Plane Flew Away
10. Sorry Pt.II
11. Hollow Wish

Line Up:
Ivan Mihaljevic – Voce
Majiki Jagunic – Basso
Alen Frljak – Batteria / Percussioni
Brett Garsed – Chitarra su “Dreamscapes”
John Denner – Chitarra su “Dreamscapes”
Phil Hilborne – Chitarra su “Your Plane Flew Away”
Marko Osmanovic – Voce su “Your Plane Flew Away”
Igor Tatarevic – Tastiere
Danko Krznaric – Hammond
Josip Mihaljevic – Tastiere

On MySpace:  http://www.myspace.com/ivanmihaljevic

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

Recensione: “Sandcastle” di Ivan Mihaljevic

ivan mihaGià nei primi minuti di ascolto si inizia ad avere la sensazione che ciò che si ha di fronte è un grande lavoro ed il nome di Ivan Mihaljevic  (Zagabria – 1986) potrebbe diffondersi nel giro di poco tempo, visto che il giovanissimo chitarrista ha già raggiunto una maturità artistica di qualità e degna di lode.

Dai 14 anni, quando cominciò lo studio della sei corde frequentando la Rock Accademy, ad oggi il talento del ventiquattrenne si decisamente consolidato ed affinato fino a sviluppare uno stile sempre più personale e completo.
Ciò che emerge dall’ascolto del suo primo album “Sandcastle” è professionalità e qualità, un’insieme di sonorità e musicalità seducenti ed estremamente piacevoli, sebbene a colpire particolarmente sia la capacità dell’artista di utilizzare un difficile “linguaggio”, riuscendo a far  “parlare” la propria chitarra oltre che a saperla suonare con abilità e sicurezza. E quando il suono riesce a trasformare note in parole amalgamando il tutto in una miscela di emozioni anche in assenza di testi allora l’artista ha centrato il bersaglio. E’ proprio il caso di “Sandcastle” , album costituito da quattordici tracce, tutte singolari e senza ripetizioni, in cui Ivan esegue fedelmente quello stile al quale è riuscito a dare una certa personalità.
Il primo brano, “Sandcastle” come il nome dell’album, è immediato e Ivan senza sfrontatezza si mette subito in gioco presentando la sua linea musicale, ormai delineata e consolidata. Gli arrangiamenti che vengono proposti sanno essere complessi e semplici al tempo stesso permettendo di mettere facilmente in evidenza anche la qualità della scelta stilistica maturata.
Ivan  intende mostrare e trasmettere il suo piacere di suonare e lo fa attraverso suoni che si estendono dalle calde e pulite sfumature di “Cascading Mirrors” al forte sapore rock di “Bulldozer” creando atmosfere suggestive ed elettrizzanti, per poi  trasportare l’ascoltatore verso le consuete melodie eseguite in acustico, di “Friend” o “Reindrops”. Anche “Shimmering Karma” merita di essere selezionata tra i brani migliori dell’intero disco, energetica e coinvolgente, rivela appieno la personalità del chitarrista che come in ogni pezzo fa trasparire se stesso durante la sua esecuzione.

Ivan è una bella scoperta  ed il disco che abbiamo ascoltato è un lavoro di rilievo, in grado di occupare un alto gradino della musica internazionale.  Senza ombra di dubbio, dovrebbe essere apprezzato dagli aspiranti chitarristi, se non da fan di artisti del calibro di Joe Satriani o John Petrucci, che ritengo possano essere citati nel contesto. Sui passi di questi artisti il giovane chitarrista croato ha davanti a sé probabili orizzonti di successo, cosa che ovviamente speriamo e gli auguriamo vivamente.
E se fosse lui il prossimo “Guitar Hero” a calpestare il palco del G3?

Tracklist:
01. Sandcastle
02. Cascading Mirrors
03. Distant World
04. Bulldozer
05. Questions In My Mind (Part. I)
06. Hi-Tech Orient
07. Questions In My Mind (Part. II)
08. Spring
09. Empathy
10. Macedonian War Song
11. Friend
12. Shimmering Karma
13. The Road To Nowhere
14. Raindrops

Line-Up
Ivan Mihaljevic: guitar, vocals, keyboards, programming percussion
Majkl Jagunic: bass
Craig Devine: drums

Sito web: http://www.ivanmihaljevic.com/
MySpace
: http://www.myspace.com/ivanmihaljevic

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

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