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Esce “FIORI INNOCENTI” il primo grande disco degli U’PAPUN

Esce “FIORI INNOCENTI” il primo grande disco degli U'PAPUNUnico termine adatto per definirli forse e’ “folli” o, come li ha soprannominati Red Ronnie, “il lato deviato della Puglia”…
U’PAPUN è un progetto nato dal lavoro di 1 cantautore, 5 musicisti e 1 teatrante, che propongono uno spettacolo di musica e teatro che spazia dal cantautorato alla musica etnica, dal folk al funk, dal jazz  alla tradizione popolare, il tutto miscelato ad un sound rock e moderno.
Maschere e fantocci, brutalità e dolcezza, dramma e ironia, producono  l’esplosivo spettacolo di U’ Papun, ovvero l’uomo nero nel vernacolo barese.
Una contaminazione moderna ed efficace che ha le sue radici nel passato, in un’Italia che andò ben oltre le canzonette. Riecheggiano le sonorità della Pfm e degli Area, il cantautorato ironico e poetico di un Gaber o un De Andrè e l’impatto sonoro e potente dei più celebri System of A Down.
U’Papun gioca con le note e le parole riuscendo a commuovere, far ridere e riflettere l’ascoltatore, raccontando spaccati di vita reali e surreali in un mondo che ha dimenticato la semplicità, sopraffatto dal denaro, potere e vanità.

Dopo qualche anno di attività, il gruppo pugliese arriva a pubblicare “FIORI INNOCENTI”, il disco d’esordio prodotto in collaborazione con JustPlayMusic per la VOLUME! Records, edito da Protosound Polyproject.
Il primo singolo, “L’Appapparenza”, nasce dalla collaborazione con CAPAREZZA: con una satira pungente e “ruffiana” viene affrontata l’ossessione dell’apparire nei giorni attuali, attraverso un interessante gioco ironico di punti di vista tra una band emergente e un Caparezza “arrivato”.

Sedici tracce  dove poesia e musica formano un’opera scorrevole, stimolante e intelligente.
La voce pazzoide del cantautore-attore Alfredo Colella narra con rabbia, passione e sarcasmo testi maturi e riflessivi. I fraseggi e gli accordi delle chitarre elettrice e classiche di Gigi Lorusso associate  ai synth e alle fisarmoniche di Enrico Elia, danno colore e raffinatezza ma anche rumore e follia alle atmosfere del disco.
La batteria di Cristiano Valente e il basso di Mario Orlandi formano una sezione ritmica serrata che rende Fiori innocenti un disco fresco e ballabile e sorprendentemente  Pop grazie alla dolcezza delle chitarre acustiche di Davide Caselli.

A chiudere il quadro tra musica e teatro ci pensa Francesco Tatone, uno strano personaggio che si aggira sulla scena interagendo con la band e il pubblico vestendo i panni di personaggi insoliti e arricchendo lo spettacolo di colpi di scena.