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Arbe Garbe & Chadbourne: “The great prova”

ArbeGarbeSe a qualcuno saltasse in mente la brillante idea di mischiare del buon punk e del folk popolare, sappia che ormai  è tardi perché gli Arbe Garbe  ci hanno già pensato. Un nome che ha fatto il giro dell’Europa e ha calpestato diversi palchi, una band frizzante ed allegra che vanta  tantissime date, tantissime presenze ed altrettante valide collaborazioni.

“Agropunk”, cosi definiscono il proprio stile, una miscela di rock/punk e tanti costumi del proprio paese e non solo. Una voglia di viaggiare alla scoperta di tradizioni di ogni genere, questo è ciò che trapela dagli Arbe Garbe che usano la propria musica dal sapore fortemente folk per sperimentare, imparare, tramandare. Ogni pretesto per i Arbe Garbe è buono per salire sul palco ed offrire al pubblico un’intensa carica fino a colpire sul profondo richiamando senza vergogna le tradizioni di ogni paese da loro visitato, puntando dritto al cuore. Un’idea geniale e sorprendente, quella di spaziare dal Rock al Folk avvicinando ed intrecciando due generi a tal punto da crearne un unico. Lasciano un segno in ogni palco che incontrano e portano dietro un ricordo ed una tradizione o costume da raccontare in un nuovo pezzo.
E da un passato decisamente attivo e vivo ecco dare alla luce il loro sesto lavoro: “The great prova” registrato completamente dal vivo e ricco di sorprese e vitalità. Il lavoro vede coinvolto il noto chitarrista americano Eugene Chadbourne, una presenza che amplifica l’iniziativa già singolare e geniale che gli Arbe Garbe propongono.
Nel disco, pieno ed intenso, la band promuove l’uso di diverse lingue e dialetti, dalla propria friulana, compresa a quella beneciana (minoranza slovena del Friuli), a quella di altre località richiamando le tradizioni popolari che gli Arbe Garbe hanno incontrato durante i loro viaggi.  Un disco espansivo e pieno di imprevisti e novità, in cui nulla è mai ovvio né scontato ed invece tutto è una sorpresa . Il disco è ben realizzato proprio per  la spontaneità e l’improvvisazione che solo il live può offrire riuscendo a  mettere in risalto anche la preparazione musicale di ogni componente .

Indubbiamente è una band originale in grado di coinvolgere maggiormente durante i  live rispetto all’ascolto  sul cd ed è per questo che lo staff di Rock Revolution si augura di avere presto  la possibilità di assistere ad un concerto degli Arbe Garbe.

Track list
01 Intro.
02 The Old Piano.
03 Vos Di Ploe.
04 Gastexe.
05 Why Kids Go To School.
06 Down The Drain.
07 Women Against Pornography.
08 Sawakkalakitcha.
09 Little Tunnel.
10 Cuk Se Je Ozenu.
11 Ollie’s Playhouse.
12 El Bus dal Cul Dal Mond.

Etichetta: CPSR produzioni

Componenti del gruppo:
Stefano Fattori – voce, mandolino
Federico Galvani – voce, fisarmonica
Flavio Zanuttini – voce, tromba
Toni Pagnut – violino, clarinetto, sax
Roberto Fabrizio – chitarra
Oscar Schwander – basso
Marco Bianchini – batteria

Con la partecipazione di Eugene Chadbourne

MySpace: http://www.myspace.com/arbegarbe
Sito Web: http://www.arbegarbe.com/

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

Arbe Garbe & Eugene Chadburne

Arbe CarbeDopo quindici anni di attività, oltre 400 concerti sparsi in tutto il mondo, 5 produzioni discografiche e una lunga lista di cooperazioni con altri artisti e di apparizioni televisive e radiofoniche, gli Arbe Garbe, gruppo punk folk (o “agropunk” come preferiscono definirsi loro), giungono al loro sesto lavoro discografico, una collaborazione transoceanica che non lascia indifferenti.

Questa volta è il noto chitarrista underground statunitense Eugene Chadbourne ad unirsi al gruppo friulano per un disco che propone la sintesi di due generi apparentemente distanti: musica per pensare e musica per ballare. Il disco è stato registrato dal vivo il 27 febbraio, durante una data del “Mala Yerba Never Dies Tour”, la breve tournee che ha portato Arbe Garbe e Chadbourne a calcare i palchi italiani, e rappresenta il perfetto incontro delle due realtà. Da una parte il suono potente, sporco, punk degli Arbe Garbe, dall’altra le tinte folli, immediate e travolgenti di Eugene Chadbourne, entrambi impegnati a giocare col repertorio altrui trasfigurandolo in una miscela al fulmicotone inedita ed imprevedibile. In “The great prova”, disco registrato rigorosamente dal vivo, niente è dato per scontato. Gli stili musicali cambiano in modo costante, intersecando indifferentemente folk, punk, free-jazz e country. Neppure le lingue sono utilizzate in modo canonico, ed offrono all’ascolto accenti sempre diversi, che vanno dall’americano allo spagnolo, dal friulano al dialetto slavo delle valli del Natisone. E’ insomma un disco diretto e sperimentale, volutamente imperfetto perchè coerente alla ricerca di prospettive originali e contaminazioni che da anni caratterizza il lavoro di Chadbourne e degli Arbe Garbe. La copertina è disegnata da Lorenzo Manià, all’interno del booklet si trovano le foto di Cecilia Ibañez accompagnate da un breve diario dell’incontro avvenuto tra gli Arbe Garbe e Eugene Chadbourne.