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“Tungsteno”: un assaggio dei Solenoidi

solenoidiCon “Tungsteno” i Solenoidi intendono presentare un primo assaggio del loro sound, una premessa in attesa dell’album attualmente in lavorazione.Note che si sbilanciano accarezzando il lontano rock anni ’70 fino ad un richiamo tipicamente Funk, il tutto ben inserito in un insieme che tende a divenire omogeneo, tutto da ascoltare e degustare.

Tre brani, quelli proposti in questo primo EP, in italiano e volutamente accessibili e diretti al pubblico che avrà la possibilità di ascoltare questi graditi costrutti musicali apprezzandone contemporaneamente anche i testi. In alcuni momenti i riff di chitarra ricordano decisamente giri rock degli anni settanta, ben inseriti in quell’ambiente chiaro e raggiante proposto in “Il limite”. “La luce di Ieri” è il secondo brano; un bel testo inserito in un contesto fluido ma più lento del primo. Anche qui non è da meno la capacità musicale della band che fà emergere un aspetto più cantautorale. Nella seconda metà del brano è eseguito un interessante assolo di chitarra accompagnato da un sottofondo equilibrato e piacevole che prosegue fino al termine del brano. Il terzo ed ultimo brano “Fiori e Dinamite” comincia con un bel giro di basso decisamente funk. Qui la band ha proposto un pezzo forte e vigoroso, rafforzato da una buona intensità vocale che trasmette vitalità e movimento.

La capacità tecnica e le idee non mancano e costruiscono delle buone premesse, così come il genere musicale, non del tutto definito, rende l’ascolto aperto ad un vasto pubblico che potrà apprezzarne il lavoro. Un EP che potrebbe essere un primo mattone sul quale costruire qualcosa di originale atto a dare soddisfazione alla band. Non resta che attendere di ascoltare il nuovo album per poterne apprezzare la crescita.

LINE-UP:
Simone Guidi: Voce, Chitarra
Salvatore Argiolas: Chitarra
Manlio Perugin: Basso
Eugenio Frasca: Batteria

TRACKLIST:
1. Il Limite
2. La Luce di Ieri
3. Fiori e Dinamite

MySpace: http://www.myspace.com/solenoidi

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]