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“Forgotten silence”, il nuovo album dei The Lotus

the lotusNata nel 2002, la band dei The Lotus sembra essersi data da fare, sperimentando e proponendo qualcosa di originale che potesse discostarsi dagli ormai standardizzati generi, fino a creare un marchio identificativo proprio della band. Preceduti da un’ottima fama, che certamente male non fà, giunge in redazione “Forgotten Silence”, loro ultimo lavoro.

La caratteristica dei The Lotus non si evidenzia semplicemente per l’indiscutibile bravura tecnica e musicale di ogni componente, ma anche per la capacità di generare e modellare l’ambiente, modificato poi a proprio piacere con soluzioni efficaci ed incisive. Il clima fresco e libero che si genera si traduce in un dinamismo eccentrico capace di far viaggiare l’ascoltatore, già carico di adrenalina ed energia.
Potente e fluido, parliamo di un progetto la cui forza è difficile da ritrovare, proprio per quell’approccio che si manifesta diretto e sciolto ma allo stesso tempo ricco sempre di suoni puliti e accurati. Una ventata di originalità che in Italia si scova di rado, il tutto miscelato e raggruppato in un disco che non può lasciare indifferenti.
La prima traccia, “Dramagothika”, è un brano che cattura già durante i primissimi istanti. Colpisce, introducendo l’ascoltatore in un ambiente misterioso ed  oscuro che pian piano si schiarisce e per rivelarsi nella sua totalità nella seconda metà del pezzo momento in cui la voce si piazza senza presunzione, al momento giusto e nel modo giusto, trasformando le prime impressioni in un contesto accogliente ed accessibile.
Tra i tanti punti di forza della band non è assolutamente da trascurare il fatto che la band possieda la capacità di inserire in ogni momento la giusta nota, con la giusta distorsione ed un adeguato volume, sfruttando ogni attimo ed ogni spazio, proprio come si costruisce un puzzle, in cui ogni pezzo ha uno spazio assegnato, e ciò che la band dimostra si traduce in una forte professionalità.
Anche in “Fall in Time” ascoltiamo un brano forte ed energico, in cui la band mette in risalto proprio quella capacità di cui si parlava poco sopra, ovvero di mutare l’atmosfera, alternando note decise e potenti ad un successivo clima più quieto. Cambiamenti mai bruschi o fastidiosi per l’ascoltatore, tutt’altro: un atteggiamento che riesce a rimanere impresso nella mente, che facilita la memorizzazione del pezzo e la capacità di riuscire a canticchiarlo in un secondo momento.
E’ interessante anche come i The Lotus sappiano gestire più momenti rendendo i pezzi variegati discostandosi dalla monotonia, cosa che non sempre riesce. Ogni brano si distingue dall’altro, riuscendo a trasportare e condurre il pubblico da periodi di puro stile black a rilassanti pezzi pianistici, mantenendosi sempre fedeli allo stile costruitosi. Ecco gustare, a tal proposito, quel viaggio musicale che dal black/gothic di “Belloon City” e “Andromeda’s mother”, conducono verso la tranquilla “I will Come to you” dove il piano si immerge in un contesto ben costruito ed approfondito, contribuendo a trasmettere le emozioni che i Lotus si impegnano a dare in ogni brano, senza pretese ma con il giusto carisma.

La realizzazione dell’album, sicuramente uno tra i più interessanti che ci arrivano in redazione, è frutto di un progetto riuscito appieno e che merita di essere sostenuto e portato avanti. Appoggio che non mancherà certamente da Rock Revolution.

Tracklist:
01. Dreamagothika
02. Fall In Time
03. Enchained Melody
04. Don’t Be Surprised
05. 48
06. I Will Come To You
07. Andromeda’s Mother
08. Balloon City
09. Forgotten Silence
10. Lost In The Wind
11. Dreamagothika (Part 2)

Line Up:
RoX Capriotti: Vocals//Keyboards
Luca De Falco: Guitars//Vocals
Davor Batalj: Bass Guitar//Back.Vocals
Kristal: Keyboards//Programming
Marco Lanciotti: Drums

MySpace: http://www.myspace.com/thelotusrock
Label: CASKET RECORDS
Anno: 2010

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]