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Recensione: “Sandcastle” di Ivan Mihaljevic

ivan mihaGià nei primi minuti di ascolto si inizia ad avere la sensazione che ciò che si ha di fronte è un grande lavoro ed il nome di Ivan Mihaljevic  (Zagabria – 1986) potrebbe diffondersi nel giro di poco tempo, visto che il giovanissimo chitarrista ha già raggiunto una maturità artistica di qualità e degna di lode.

Dai 14 anni, quando cominciò lo studio della sei corde frequentando la Rock Accademy, ad oggi il talento del ventiquattrenne si decisamente consolidato ed affinato fino a sviluppare uno stile sempre più personale e completo.
Ciò che emerge dall’ascolto del suo primo album “Sandcastle” è professionalità e qualità, un’insieme di sonorità e musicalità seducenti ed estremamente piacevoli, sebbene a colpire particolarmente sia la capacità dell’artista di utilizzare un difficile “linguaggio”, riuscendo a far  “parlare” la propria chitarra oltre che a saperla suonare con abilità e sicurezza. E quando il suono riesce a trasformare note in parole amalgamando il tutto in una miscela di emozioni anche in assenza di testi allora l’artista ha centrato il bersaglio. E’ proprio il caso di “Sandcastle” , album costituito da quattordici tracce, tutte singolari e senza ripetizioni, in cui Ivan esegue fedelmente quello stile al quale è riuscito a dare una certa personalità.
Il primo brano, “Sandcastle” come il nome dell’album, è immediato e Ivan senza sfrontatezza si mette subito in gioco presentando la sua linea musicale, ormai delineata e consolidata. Gli arrangiamenti che vengono proposti sanno essere complessi e semplici al tempo stesso permettendo di mettere facilmente in evidenza anche la qualità della scelta stilistica maturata.
Ivan  intende mostrare e trasmettere il suo piacere di suonare e lo fa attraverso suoni che si estendono dalle calde e pulite sfumature di “Cascading Mirrors” al forte sapore rock di “Bulldozer” creando atmosfere suggestive ed elettrizzanti, per poi  trasportare l’ascoltatore verso le consuete melodie eseguite in acustico, di “Friend” o “Reindrops”. Anche “Shimmering Karma” merita di essere selezionata tra i brani migliori dell’intero disco, energetica e coinvolgente, rivela appieno la personalità del chitarrista che come in ogni pezzo fa trasparire se stesso durante la sua esecuzione.

Ivan è una bella scoperta  ed il disco che abbiamo ascoltato è un lavoro di rilievo, in grado di occupare un alto gradino della musica internazionale.  Senza ombra di dubbio, dovrebbe essere apprezzato dagli aspiranti chitarristi, se non da fan di artisti del calibro di Joe Satriani o John Petrucci, che ritengo possano essere citati nel contesto. Sui passi di questi artisti il giovane chitarrista croato ha davanti a sé probabili orizzonti di successo, cosa che ovviamente speriamo e gli auguriamo vivamente.
E se fosse lui il prossimo “Guitar Hero” a calpestare il palco del G3?

Tracklist:
01. Sandcastle
02. Cascading Mirrors
03. Distant World
04. Bulldozer
05. Questions In My Mind (Part. I)
06. Hi-Tech Orient
07. Questions In My Mind (Part. II)
08. Spring
09. Empathy
10. Macedonian War Song
11. Friend
12. Shimmering Karma
13. The Road To Nowhere
14. Raindrops

Line-Up
Ivan Mihaljevic: guitar, vocals, keyboards, programming percussion
Majkl Jagunic: bass
Craig Devine: drums

Sito web: http://www.ivanmihaljevic.com/
MySpace
: http://www.myspace.com/ivanmihaljevic

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]