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ROCQ: il nuovo album dei Baroque

RocqIl nuovo e fresco album dei torinesi Baroque, uscito il 22 gennaio, può essere paragonato ad un’onda anomala in grado di spazzare via ogni pensiero troppo serio o malinconico e lasciar posto soltanto alla musica, quel tipo di musica che si ascolta, si balla, si vive. Giusto il tempo di ascoltare l’album tutto d’un fiato è già sufficiente per farsi un’idea di una band stravagante e particolare. Uno stile particolarmente frizzante e condito che la band ha saputo sfruttare in questo album con grande coraggio. Sono dodici i brani ricchi e variegati che costituiscono l’album. Rocq è stato studiato per contenere storie, discorsi, racconti, rabbia, allegria e tante, tantissime emozioni anche contrastanti ma ben posizionate. In particolare i quattro musicisti hanno saputo raccogliere le diverse influenze e le hanno usate per realizzare uno stile decisamente dinamico e senza timidezza.. Hanno saputo sbizzarrirsi proponendo rock, pop, folk ed infine tanta, davvero tanta, originalità.
Un disco che è una compagnia per i momenti di spensieratezza ma anche un compagno di un viaggio in macchina o il sottofondo di un incontro tra amici e tante altre situazioni. Un disco adatto ad ogni momento in cui si richiede energia, vitalità, spensieratezza.
I Baroque con Rocq hanno giocato bene la partita riuscendo a giostrare il proprio stile e comunicare con la loro grande forza compositiva. Davvero bravi questi ragazzi, spontanei e talentuosi che ci parlano attraverso i loro brani di come si divertano a suonare. Non ci resta che rimettere da capo il disco ed ascoltarli ancora e consigliarli ai nostri ascoltatori.

Tracce:
01. Cardiopasto
02. la festa dell’alloro
03. Karatechismo
04. Parlapetalo
05. Mio fratello si droga
06. For You
07. Il camaleonte
08. ίχθύς – Il pesce
09. Gli avvoltoi hanno fame
10. Scherzo n#2 in Mi minore
11. L’antipatico
12. Soup de la maison

Formazione:
Matt LeMad: Chitarra, Voce, Sinth
Stefano Tiozzo: Chitarra, Piano, Voce
Alberto Ghigo: Basso
Alessandro Ghigo: Batteria

MySpace: http://www.myspace.com/baroquetorino

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

“Prima Parte EP”: il cd degli Echo

echoGli Echo nascono nel 2005 dall’unione di cinque teste e preferenze musicali differenti. Si esibiscono dal vivo in diverse località della penisola e partecipano al Sanremolab 2010 arrivando in finale. Dopo essersi fatti notare da Giacomo Bruzzo, fondatore di RareNoiseRecords (etichetta con sede a Londra) parte la collaborazione con quest’ultima ed infine esordiscono con due EP.

La band  torinese offre l’ascolto di un genere semplice ed apprezzato da una categoria di pubblico piuttosto ampia. Si tratta infatti di un sound leggero ed un buon un punto di incontro tra il Rock ed il Pop. Il disco che ci è giunto in redazione è: “Parte Prima EP”, composto da cinque brani, tutti in lingua italiana, ognuno con una propria caratteristica ed una propria struttura. “8 e 30” è il primo; un intreccio creato da piano e chitarra introduce il pezzo con un tocco semplice e leggero. Il testo si lascia seguire senza difficoltà assieme ad una linea melodica che si impara facilmente, due buoni aspetti che possono contribuire a far designare la traccia come una bella canzone. Al suo interno il pezzo subisce alcune variazioni evitando in tal modo la monotonia che invece ne renderebbe pesante l’ascolto. Anche “Un altro inverno” è un buon pezzo caratterizzato da un motivo lento e da momenti a tratti pop. Un brano che deve essere apprezzato soprattutto per il testo, profondo e distinto. Si riesce a rendere il pezzo pieno e vivo grazie anche all’accompagnamento del piano che crea con semplici note un ambiente accogliente ed espressivo.
In ”Nel traffico” la band propone un pezzo più energico del precedente ma  senza mai eccedere, con decisi tocchi di chitarra elettrica e batteria che proseguono parallelamente per tutta l’esecuzione del brano, creando un impasto di grande efficacia.
Le tracce migliori sono “Nei silenzi” e “Pillole”, entrambe grintose.  A rendere i pezzi corposi ed energetici sono soprattutto le ben riuscite armonizzazioni tra gli strumenti, che creano un sound che entra con facilità in testa.

In generale i cinque brani si muovono in una stessa direzione, utilizzando delle strutture piuttosto semplici ma che riescono a colpire al segno ed a rendere ogni pezzo diverso dagli altri, come già accennato prima.  La band dimostra di essere decisa e di conoscere bene il percorso musicale che intende seguire. Possiamo confermare che il disco è un buon lavoro sicuramente apprezzato da chi segue la linea del Pop/Rock, caratterizzato da melodie semplici e parecchio orecchiabili.Non resta che mettersi subito al lavoro per il prossimo disco, cercando di perfezionare e personalizzare il buon sound già prodotto.

Tracklist:
1. 8eTrenta
2. Un Altro Inverno
3. Nel Traffico
4. Pillole
5. Nei Silenzi

Componenti:
Manuel Pocacci: voce
Karinzia Ricciardone: pianoforte, synth
Matteo Marangio: batteria
Alessio Neroargento: Basso, samples,loops
Emilio Palumbo: chitarra

MySpace: http://www.myspace.com/echoweb

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]

Ovatta: l’ultimo lavoro dei Fasti

Ovatta - I FastiDai ¾ dei  Seminole nascono nel 2008 i Fasti. Ad un anno dal primo Ep, “Lei si è alzata dal sordo dormitorio” (inverno 2009), esce nell’aprile del 2010 “Ovatta”, il nuovo lavoro autoprodotto. Il quartetto dall’insolita formazione, due bassi, due computer, una chitarra e la voce attira ed incuriosisce già prima di inserire il cd nel lettore.

L’album consta di 8 interessanti tracce che invitano ad un attenta comprensione del testo.
Poesie, racconti e denunce … sono tutti ingredienti che caratterizzano lo “stile” che i Fasti hanno creato e sperimentato, un ambiente teatrale sommerso in un sottofondo musicale profondo e studiato. La voce di Rocco mette di fronte alla realtà, senza ipocrisia, nè fantasia, nè falsità. La band torinese ha trovato il modo di farsi ascoltare,  essi sono “verità”, “realtà”  e “sincerità” e come tali i loro pezzi devono essere intesi e capiti. La capacità con cui si viene a creare quell’atmosfera profonda, cruda, distaccata e razionale dà un tocco di originalità, un’identità. Il suono è asciutto e secco, ma anche pieno e vivo. Magnetismo ed elettricità sono le parole che vengono in mente pensando al sottile e leggero strato di musicalità che i Fasti propongono.
“Ovatta” è: una buona autoproduzione, un tentativo indovinato, un progetto che ha delle basi per affermarsi, un esperimento che merita di essere conosciuto, una trovata geniale.  La band si discosta dagli standard, aspetto di non poco conto, grazie alla capacità di “parlare” alla gente, cosa che li rende avvincenti.
Che dire se non che i Fasti hanno fatto centro?

Tracce:
1. Due cose
2. Hanno umiliato l’amore
3. Mercy
4. Oroscopo
5. Nara
6. 100°
7. Asciutto
8. Il primo natale in famiglia
9. Hanno umiliato l’amore rmx
10. 100° rmx

I Fasti:
Rocco Brancucci: voce
Andrea Granato: chitarra
Federico Bosi: basso e computer
Roberto Bagaini: basso e computer

MySpace:  http://www.myspace.com/ifasti