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Cigarette Break: album autoprodotto dagli Heavy House

HHLa band milanese nasce nel 1999 da un’idea dei giovanissimi Davide ed Edoardo. La formazione band ha subito diversi cambiamenti nel corso degli anni fino a raggiungere quella attuale: Davide Garra (Chitarra e voce), Edoardo Cristina (Chitarra ritmica e cori), Alessandro Bellini( batteria) e Stefano Viti( Basso e cori).

Gli Heavy House hanno scelto per le loro composizioni un genere potente ed intrigante il cui sound avvolge e circonda con note che vibrano melodiose. Contrariamente da quello che si potrebbe aspettare, in “Cigarette Break”, che è il primo loro album autoprodotto e costituito da otto tracce, non troviamo brani cupi ed oscuri che invece la stragrande maggioranza di band Hard Rock/Metal si offre di proporre.
In “The Game”, la prima traccia, la sensazione è in effetti quella di un gioco dove le note sono delle pedine che saltano da uno strumento all’altro in modo ben studiato e con coerenza. Il basso assume in questo pezzo e negli altri che seguiranno una posizione non indifferente, come in “Try Again”, seconda traccia, in cui si incontra e viaggia assieme alla chitarra. Una particolarità interessante la si trova nei riff di chitarra di sottofondo che si ascoltano, che restano in disparte e che non invadono il brano limitandosi a tenere accesa l’attenzione e la curiosità, un buon tocco di classe.
Nello stile e nella musicalità della band và fatto presente che la forte influenza dei Nickelback si fà sentire, tanto che spesso la voce di Davide, roca al punto giusto, sembra rincorrere, forse volutamente, quella di Kroeger. Quello di Davide è comunque un buon timbro di voce, forse non originale, ma adatto e pertinente e la bravura sta anche nel fatto che riesce a rendere il testo, ovviamente in lingua inglese, di facile comprensione all’ascolto.
Giri di chitarra opportunamente hard che definiscono il sound, una batteria che si occupa della sezione ritmica robusta e compatta e arrangiamenti che rendono ancora più grintosi i brani, questi gli ingredienti principali che troviamo in brani come “Livin’ Without You” o ” Got you”. In “Hurricane” si accende lentamente l’atmosfera e dall’ingresso del basso alla comparsa degli altri strumenti si nota un cambiamento crescente, un’evoluzione nel suono che crea un appropriato clima Hard Rock.
La band ha svolto un buon lavoro nella produzione del disco e tecnicamente ha le potenzialità per spingersi oltre alla ricerca di un sound sempre più personalizzato ed identificativo. Per il resto riteniamo che gli Heavy House sia sulla buona strada.

In bocca al lupo da Rock Revolution!

MySpace:  http://www.myspace.com/heavyhouse